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C’è un’Italia che non corre, ma aspetta. Aspetta che il sole cali, che i panni si asciughino al vento, che qualcuno torni. È nelle schiene bruciate dal sale dei nostri vecchi, che restano a guardare il mare come fosse l’unico orologio ammesso. È nel rumore di una Panda che sobbalza sulle chianche e nell'ombra corta di un mezzogiorno che non perdona. Per chi è andato via, queste foto non sono solo immagini: sono odori. L’odore del grasso dell’officina, quello dolce dei fichi pronti sul banco, e quello pulito delle lenzuola stese che sanno di casa e di madre. Te ne sei andato per lavoro, hai chiuso la valigia, ma quella luce bianca e accecante non l’hai mai lasciata davvero. Ti è rimasta attaccata alla pelle, come il sale dopo un bagno a mare, a ricordarti che ovunque tu sia, le tue radici continuano a bere da questa terra riarsa, bellissima, strana e testarda. Puglia.
C’è un’Italia che non corre, ma aspetta. Aspetta che il sole cali, che i panni si asciughino al vento, che qualcuno torni. È nelle schiene bruciate dal sale dei nostri vecchi, che restano a guardare il mare come fosse l’unico orologio ammesso. È nel rumore di una Panda che sobbalza sulle chianche e nell'ombra corta di un mezzogiorno che non perdona. Per chi è andato via, queste foto non sono solo immagini: sono odori. L’odore del grasso dell’officina, quello dolce dei fichi pronti sul banco, e quello pulito delle lenzuola stese che sanno di casa e di madre. Te ne sei andato per lavoro, hai chiuso la valigia, ma quella luce bianca e accecante non l’hai mai lasciata davvero. Ti è rimasta attaccata alla pelle, come il sale dopo un bagno a mare, a ricordarti che ovunque tu sia, le tue radici continuano a bere da questa terra riarsa, bellissima, strana e testarda. Puglia.
C’è un’Italia che non corre, ma aspetta. Aspetta che il sole cali, che i panni si asciughino al vento, che qualcuno torni. È nelle schiene bruciate dal sale dei nostri vecchi, che restano a guardare il mare come fosse l’unico orologio ammesso. È nel rumore di una Panda che sobbalza sulle chianche e nell'ombra corta di un mezzogiorno che non perdona. Per chi è andato via, queste foto non sono solo immagini: sono odori. L’odore del grasso dell’officina, quello dolce dei fichi pronti sul banco, e quello pulito delle lenzuola stese che sanno di casa e di madre. Te ne sei andato per lavoro, hai chiuso la valigia, ma quella luce bianca e accecante non l’hai mai lasciata davvero. Ti è rimasta attaccata alla pelle, come il sale dopo un bagno a mare, a ricordarti che ovunque tu sia, le tue radici continuano a bere da questa terra riarsa, bellissima, strana e testarda. Puglia.
C’è un’Italia che non corre, ma aspetta. Aspetta che il sole cali, che i panni si asciughino al vento, che qualcuno torni. È nelle schiene bruciate dal sale dei nostri vecchi, che restano a guardare il mare come fosse l’unico orologio ammesso. È nel rumore di una Panda che sobbalza sulle chianche e nell'ombra corta di un mezzogiorno che non perdona. Per chi è andato via, queste foto non sono solo immagini: sono odori. L’odore del grasso dell’officina, quello dolce dei fichi pronti sul banco, e quello pulito delle lenzuola stese che sanno di casa e di madre. Te ne sei andato per lavoro, hai chiuso la valigia, ma quella luce bianca e accecante non l’hai mai lasciata davvero. Ti è rimasta attaccata alla pelle, come il sale dopo un bagno a mare, a ricordarti che ovunque tu sia, le tue radici continuano a bere da questa terra riarsa, bellissima, strana e testarda. Puglia.