Alcuni spunti di discussione sulle 'lomografie'

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Vorrei proporvi una discussione su alcuni aspetti pratici su cui mi sono trovato a riflettere da quando ho iniziato a lomografare. Può essere che il mio approccio sia fin troppo scientifico, ma spesso ho bisogno di definire alcune regole: in totale assenza di regole, mi sento un po’ perso. Lo so: già contraddico la Regola No.10, “Non preoccuparti delle regole”. Ma se sarete così pazienti da continuare la lettura, mi piacerebbe conoscere la vostra opinione su questi argomenti.

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D’accordo le 10 Regole d’Oro; ma si riferiscono alla fase di scatto e ad una forma mentis lomografica, giusto? Qui mi interessa capire come altri lomografi si comportano quando si tratta di caricare le proprie immagini.

Passo 1.
Il primo aspetto che fa di una fotografia una _lomo_grafia è il tipo di fotocamera. All’inizio pensavo che il requisito fondamentale di una lomografia fosse l’uso di una lomo-camera (o toy-, plastic-, crappy-, … camera), magari accoppiata ad una lente di plastica perchè è la combinazione delle due cose a garantire la imprevedibilità (e le infiltrazioni di luce, etc.) che mi sembrano essenziali per una lomografia.
D’altra parte è abbastanza comune che lomografi usino ogni tipo di fotocamera vintage o anche solo una normale fotocamera analogica (in contrasto con una digitale). Ma cosa c’è di lomo in una foto scattata ad es. con una Kodak Retina degli anni 50 che ha una delle lenti migliori (veloce e nitida) che io abbia mai usato? (faccio riferimento a me stesso, così nessuno si deve sentire colpevole)

Passo 2.
Alcuni magari sviluppano i propri rullini in B&N (io lo faccio), ma probabilmente per le pellicole a colori tutti ricorriamo ad un laboratorio. In ogni caso, non ci può essere molta possibilità di controllo in questa fase.

Passo 3.
Poi arriviamo alla scannerizzazione delle immagini.
Questa fase è più facile da condurre a casa propria, se ci si può permettere un (flat bed) scanner e consente un certo grado di libertà dal momento che si può introdurre un minimo di manipolazione digitale, ad es. cropping, accentuazione delle tonalità, etc. sia pure modesta e comunque dipendente dalle prestazioni dello scanner.
Ora, siete disposti a chiudere un occhio sulla manipolazione digitale in questa fase? Se sì, fino a che punto?
Personalmente preferisco non manipolare affatto l’immagine (mi sembra di avere poco controllo sul software dello scanner): solo faccio in modo che i negativi e la superficie dello scanner siano quanto possibile privi di polvere.

Passo 4.
E veniamo al punto dolente: post-processing digitale o no?
Mi pare di sentire i lomografi più severi, gridare allo scandalo: “No! questo va chiaramente contro la più pura filosofia lomografica: vergogna!”.
Posso anche essere d’accordo — fino ad un certo punto. So bene che la lomografia è sinonimo di libertà: libertà dalle regole (No.10), non pensare troppo (No.6), … D’altra parte, se dovessi accettare passivamente qualunque cosa rimanesse impressionata sulla mia pellicola, così come capita, non sarebbe anche quella una limitazione della mia libertà di esprimere la mia sensibilità artistica (ammesso che ne abbia una).
Chiariso: in genere, non altero l’esposizione (globalmente o localmente), né i colori, o la vignettatura, … — visto che questi si potrebbero considerare effetti intrinseci ad una lomografia.
Invece, mi capita di modificare l’inquadratura e a volte di raddrizzare l’immagine; rimuovo i segni di polvere e qualunque segno che non appartiene all’immagine che volevo fissare, o che la fotocamera ha deciso di fissare in mia vece … Sicuramente non elimino i graffi (quei lunghi segni che vanno da lato a lato del fotogramma) perchè li considero una firma della fotocamera — e come tali, parte dell’immagine.
A volte mi capita di aggiustare il contrasto, se dovessi accorgermi di aver sbagliato qualcosa in fase di sviluppo.
Posso ancora definirmi un Lomografo?

Passo 5.
Quindi siamo alla fase di caricamento delle immagini.
La mia prima curiosità è: come classificate le vostre foto? Ovvero: quale elemento-chiave scegliete per raggruppare le vostre foto e quindi per definire un album?
Ho visto molti approcci diversi: per tipo di fotocamera (ad es. Holga 120, Supersampler, …), per tipo di pellicola (ad es. Kodak BW 400CN, Agfa APX 25, …), per periodo o evento (ad es. Summer 2007, Party on the Beach, …), per soggetto (ad es. Cats, Portraits, …); o una combinazione di questi.
Io preferisco per soggetto, anche perchè alcuni elementi, come il tipo di fotocamera o di pellicola rientrano nei metadati di base offerti dal template di Lomography; ma capisco anche che in alcuni casi, è lo specifico tipo di macchina o di pellicola che identificano la collezione.

Un altro aspetto su cui mi interrogo a questo punto è: tutte le immagini di un rullino o un sotto-insieme?
Noto molti Lomografi che scaricano il contenuto di un rullino tal quale in un album, senza nessun tipo di selezione. Posso capirlo, come volontà di mostrare la verità inalterata che deriva dalla combinazione di fotocamera e pellicola.
Io preferisco applicare il mio gusto personale e caricare soltanto le immagini che rispondono alla mia idea iniziale della foto. Voi cosa ne pensate?

Passo 6.
E per ultimo: assegnazione delle parole-chiave.
Non so bene come vengano usate le parole-chiave nella biblioteca lomografica, cioè come vengano utilizzate dal motore di ricerca. Ma trovo che assegnare parole-chiave sia di primaria importanza, se un lomografo vuole mantenere un database efficiente del proprio lavoro.
In generale, tendo a non utilizzare il tipo di fotocamera o di pellicola (o uno degli altri metadati standard in Lomography), ma privilegio gli elementi che davvero caratterizzano l’immagine. Di fatto, cerco di immaginare come potrei recupare nel modo più efficiente una foto da un’ampia collezione utilizzando una o più parole-chiave, pertinenti e specifiche.

written by eremigi on 2011-06-30 #gear #tutorials #art #tutorial #tipster #album #selezione #sviluppo #digitale #regole #caricamento #scannerizzazione #manipolazione #post-trattamento #parole-chiave

One Comment

  1. dottkim
    dottkim ·

    Sono d'accordo con te. Da quanto vedo in giro mi pare di osservare che molti lomografi prima del caricamento delle immagini eseguono il post-processing digitale, e non solo per raddrizzare le foto! Questo a me fa gridare scandalo! anche perchè allora tanto vale usare photoshop fin dall'inizio!

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