Risotto

Dalla cucina di prodotti Lomografici internazionali, la ricetta che vi servo oggi è pazzesca!

L’effetto “risotto” si ottiene chiudendo in un recipiente una pellicola e dei chicchi di riso per lungo tempo. Il tutto prenderà letteralmente vita! Tutto il materiale era decisamente troppo bagnato per la stampa, quindi ecco le scansioni. Gli effetti visibili sono causati dalle spore di muffa che hanno aggredito e mangiato l’emulsione.

Non è difficile trasformare degli scatti banali in qualcosa d’interessante. Usando il cross process, i filtri e le multiesposizioni renderete persino il vostro millesimo autoritratto innovativo ed accattivante. In alternativa, fate come me e aggiungete della vita all’interno dello scatto.

L’esperimento è iniziato nel 2006, quando sperimentavo tecniche analogiche interessanti ed innovative. Una di queste era mettere i rullini a bollire in acqua. Avevo sentito qualcosa del genere e ho voluto provare. Ho messo due rullini a bagno e li consegnati al lab di fiducia. Mi sono stati restituiti l’indomani non sviluppati con un appunto che diceva che non era stato possibile procedere allo sviluppo. Sembrava che l’emulsione della mia pellicola avesse aggredio i reagenti chimici dello studio e altri rullini. Bene, non potevo aspettarmi nulla di diverso da un laboratorio professionale e non volevo causare loro problemi.

Ma arrendersi non è una parola che conosco e quindi… mi sono ricordato del vecchio trucco di aggiungere dei chicchi di riso nelle saliere per combattere l’umidità. Ho preso una piccola borsetta a cerniera, ci ho messo dentro due rollini non ancora sviluppati, l’ho riempita di riso e l’ho chiusa. Volevo aspettare che tutta l’umidità fosse sparita prima di sviluppare. Il fallimento della tecnica delle pellicole “bollite” però mi fece dimenticare ben presto la scatoletta del “risotto alla pellicola” da qualche parte… più precisamente in uno scatolone da imballaggio giù nel box.

Ad Aprile del 2007 traslocai. Durante lo spostamento mi imbattei in quella piccola borsetta… che ora era piena di una strana mistura di polvere, fibre e spore. Il tutto aveva preso vita e probabilmente però era già morto di nuovo. Il primo pensiero fu quello di buttare via tutto… dopo una qualche forma di pensiero neurotico mi convinse a tenere la borsetta. Beh, è anche per quella forma di ragionamento neurotico se ho raggiunto quella posizione nell’Archivio Mondiale di Lomografia.

Alla fine del 2007 ebbi un nuovo compito dal dipartimento di collocazione dei contenuti avanzati delle newsletter: sperimentare con la pellicola. Mi ricordai di quella borsetta e decisi di sviluppare i due rullini. Prima di tutto dovevo pulirli e… avendo una forma di paranoia e fobia rispetto alla muffa, soprattutto quando si collega al cibo… non fu decisamente, per nulla facile. Ho trattenuto il respiro, mi sono lavato le mani almeno 5 volte, non so come sono riuscito a non rimettere.

Non volendo terrorizzare il mio laboratorio di fiducia portai tutto al servizio sviluppo di un supermercato. Non mi aspettavo troppo e quando andai a ritirare i lavori non c’erano stampe ma solo i negativi ed un appunto che recitava “Stampa impossibile per negativi umidi”. La parola umidi era cancellata e sostituita da “bagnati”.

In verità i negativi potevano in larga parte apparire inguaribilmente distrutti, eppure di emulsione ce n’era ancora un bel po’. Quando misi i negativi sotto lo scanner vennero fuori interessanti sorprese. All’inizio non ero sicuro di cosa stessi vedendo: colori assurdi, strane reazioni sui bordi superiori del negativo e… Oh Mio Dio, la muffa aveva divorato gran parte del materiale sul rullino lasciando spore ovunque… l’emulsione fotografica era slavata, i livelli di colore in molte parti erano spariti… il tutto era inquietantemente bello!

….ora come ora una delle mie foto è in bella mostra in dimensioni 1×1,5 nel mio salotto!

written by mandi on 2011-05-20 #gear #tutorials #film #analogue #labrats #tipster #pellicola #analogico
translated by alekskuntz

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