The Hell With Perfection — Freedom for Photography!

Tutti pazzi per domyblue

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C’era una volta…
In termini lomografici potrei dire di essere una doppia esposizione, sono il frutto di un mix, poiché mio padre era italiano e mia madre è di Haiti. L’amore per tutte le forme d’arte e la voglia di sperimentare l’ho ereditata da entrambi. Sono nata e cresciuta a Padova ed ho avuto la possibilità di visitare spesso Venezia, entrambe le città sono ricche di musei, chiese, gallerie d’arte e sono sempre state molto attive nell’organizzazione di eventi culturali, questo mi ha portato a privilegiare le arti visive.

… poi, un dì hai scoperto la fotografia…
Fin da bambina ho sempre scattato molte foto, poiché da quando sono nata in casa vi erano sempre in giro delle macchine fotografiche. Mio padre aveva una bellissima Konica SLR che ho iniziato ad usare nel periodo del liceo. Prima, alle elementari e medie, usavo la Polaroid, le macchine di mia madre e anche le macchinette che si trovavano nei fustini del detersivo. Spesso la scelta del detersivo di casa era giustificata in base alla macchina fotografica in regalo:) Ricordo che un’estate, avevo 8 anni, al mare alcune nonne mi chiesero di ritrarle con i nipotini e divisero tra di loro le spese di alcune pellicole per la Polaroid, ricordo molto bene la loro emozione nell’avere quell’istantanea. Al contrario nelle gite scolastiche, i miei compagni scappavano via, col timore che potesse arrivare qualcuno da dietro e mettere sulla loro testa un paio di corna, cosa che capitò ad una mia amica che si era lasciata ritrarre. 

Cos’ ha cambiato Lomography nel tuo modo di vedere la fotografia?
Lomography mi ha riavvicinata alla fotografia, durante l’università avevo messo da parte la macchina fotografica, sia perché a Padova non si trovava un posto con i pezzi di ricambio per la vecchia Konica SLR, ma anche perché avevo iniziato a dedicarmi ai video sperimentali. Lomography mi ha mostrato una fotografia diversa dalla classica ricerca estetica, che secondo me delle volte, se usata come equazione matematica per fare delle belle foto, porta alla spersonalizzazione della foto. Le foto dell’universo Lomography sono senza limiti di sperimentazione e vi è sempre tantissimo da imparare e scoprire. Inoltre, in occasione delle collaborazioni, per realizzare le doppie esposizioni, una foto mia, può diventare nostra e quindi si crea una magica alchimia collaborando con altri fotografi. 

*Macchina foto è uguale a…? Cosa significa per te tenere in mano una macchina fotografica?+
E’ un prolungamento di me, non è solo la memoria del mio cervello, una macchina del tempo che documenta i ricordi, ma anche la voce che comunica i pensieri, le idee a volte anche i sogni, visioni reali e/o distorsioni. Tenere la macchina in mano mi fa sentire come quando mi regalavano le confezioni di matite colorate e passavo ore intere a disegnare.

In che mood sei di solito quando riesci ad esprimerti al meglio attraverso gli scatti?
Random, a volte sono molto euforica, altre volte mi sento una ladra. In questo periodo sono in Cina e quando fotografo i bambini nei vicoli mi sembra di rubare un momento della loro vita che forse dimenticheranno.

Dire WOW davanti ad una foto. Cosa ti fa reagire?
A volte è il messaggio, il soggetto, i colori, molto dipende dalle emozioni che percepisco in quel momento.

Quali esperienze ti hanno “cresciuto” a livello fotografico? E da quanti anni sei Lomografo?
Credo di essere cresciuta quando ho usato per la prima volta la Konika SLR di mio padre, dopo la sua morte, avvenuta quando avevo 7 anni, rimase per anni inutilizzata. Un’estate la portai con me a Parigi e fu davvero uno spasso: mettere a fuoco, calcolare le distanze, usare i filtri colorati, avvicinarsi con le lenti ad oggetti lontani o introdursi nei micro mondi, proprio come Alice nel Paese delle meraviglie. Ho conosciuto la Lomografia nel 2006, un amico, docente universitario di Ca’ Foscari, mi regalò alcune foto scattate con la Supersampler, ne rimasi subito affascinata. La Supersampler è stata la mia prima macchina Lomo, ma devo confessare che con la LC-A+ e la Lubitel 166+ ho riprovato la magia di quell’estate a Parigi. Mi piace molto la libertà di impostazioni e la libertà di sperimentazioni che offrono entrambe.

Da chi arriverebbe o è arrivato il commento/complimento più importante per te?
Se devo essere sincera, i complimenti mi fanno piacere, ma allo stesso tempo mi imbarazzano. Da logorroica passo a modalità timida. Spero in futuro arrivi dai miei figli in quel caso non sarò timida

Se la fotografia è arte, per te cosa rappresenta? E se fosse un libro, un film e una canzone, sarebbe…
La fotografia è arte, ma essere un fotografo non obbligatoriamente significa essere un’artista. Per il libro vado sul sicuro In senso inverso di Philip K. Dick, sono anni che spero che qualcuno si decida a fare un adattamento cinematografico. Essendo una divoratrice di film, spesso molti film mi colpiscono proprio per la loro fotografia, la scelta è difficilissima, non vorrei mettere in secondo piano nessuno dei miei registi preferiti. Idem per la musica. Quando vi sono tanti risultati geniali mi risulta difficile fare delle classifiche escludere qualcuno a discapito di un’altro.

Paesaggi o ritratti?
Sono un’ingorda, se è possibile è bello averli entrambi! Quando fotografi qualcuno che conosci può essere semplice, ma ciò risulta difficile se si fotografano degli sconosciuti.

Sei “analogico” perché?
Il piacere dell’attesa e l’emozione della sorpresa nel vedere per la prima volta i risultati, a volte ricercati ed altre volte casuali.

Cosa ami di Lomography?
Lomography è un universo armonioso, vi sono moltissimi talenti che comunicano con i loro scatti vitalità, vivacità ed euforia! E’ bello vedere che vi sono moltissime persone che condividono le proprie sperimentazioni e mi piace vedere che ogni giorno vi sono collaborazioni per progetti fotografici molto creativi in ogni parte del mondo. Inoltre vi è un forte senso di fiducia negli altri: per tutti le foto sono una passione speciale, sono momenti magici che conserviamo, è piacevole quindi vedere che le collaborazioni internazionali fanno risaltare questo senso di fiducia, nel momento in cui si affida ad una persona mai vista il proprio prezioso rullino. 

Sei fiero di te quando…?
Quando riesco ad essere concreta, a realizzare i miei viaggi mentali, ma mi piace anche cogliere piccoli attimi di vita.

Non c’entra nulla, ma a colazione cosa mangi?
In questo periodo yogurt, miele e frutta, ma prossimamente potrei ritornare a fare colazioni salate, ovvero pane tostato con formaggio, pomodoro, rucola, foglie fresche di menta, pepe e sesamo.

Nome Vero: Dominique Musorrafiti
Nome da lomografo: domyblue (il diminutivo che scelsero le mie compagnie di scuola alle elementari più il mio colore)
Anni: 33
Segni particolari: vesto solo blu elettrico da 17 anni
Macchine preferite: LC-A+, Lubitel 166+, Horizon Kompakt, Spinner 360°
La sua home: http://www.lomography.com/homes/domyblue

written by alessiab on 2011-04-18 #people #lomoamigo #lomo-interviste #lomography-interviste #domyblue-interview

3 Comments

  1. superlighter
    superlighter ·

    Ciao Domy! bella intervista! :)

  2. domyblue
    domyblue ·

    Grazie :) Lomo ON!!!

  3. dakadev_pui
    dakadev_pui ·

    Congrats my amigos!

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