Yashica Electro 35, un tesoro nascosto in un cassetto

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Sapevo che era lì, ma non mi ero mai presa la briga di prenderla in considerazione … fino a che la lomografia entrò nella mia vita.

Credo di aver già detto che i miei genitori non sono dei grandi appassionati di fotografia e che quindi non so proprio da dove mi venga questo amore per la fotografia analogica (vi racconto un anneddoto curioso: mia madre non ha neanche una foto della sua gravidanza, perchè mio padre è sempre riuscito a caricare il rullino al contrario) quindi non c’è da stupirsi che io non mi sia mai accorta di una fotocamera di mio zio o di mio nonno.

Yashica Electro 35 GTN, da www.yashica-guy.com

Di fatto, non saprei come mi sia ricordata di lei, ma un giorno mi venne l’ispirazione di guardare in alcuni armadi in cui conservo la mia prima macchina fotografica, una enorme QSS, una fotocamera Kinder (sì, è bianca e arancione, proprio come un ovetto Kinder) che vinsi ad una lotteria, la mia fotocamera APS che venne “regalata” ai miei genitori, un binocolo … e tra tutto questo, eccola lì, la fotocamera che fu di mio zio, che poi passò ai miei genitori … la stessa che era evidentemente così difficile da caricare che non abbiamo neanche una foto di me, nella pancia di mamma!

Con la macchina tra le mani, la prima cosa che feci fu di andare su internet alla ricerca di un manuale di istruzioni. La fotocamera, secondo quanto lessi qui (http://www.yashica-guy.com/index.html http://www.kenrockwell.com/yashica/electro-35.htm) è del principio degli anni 70, quindi potete immaginare dove possa essere il manuale … Ma alla fine lo trovai! La seconda cosa che feci fu di capire qualcosa della batteria. Vi devo dire che non ho mai avuto una fotocamera analogica con esposimetro; quindi quello che riuscii a trovare in forum come questo (http://www.ojodigital.com/foro/camaras/38159-yashica-electro-35-a.html) fu semplicemente perfetto per me, non solo per capire come sostituire una pericolosissima batteria al mercurio, che ormai non di fabbrica più, con una simile, più facile da reperire e da riciclare, ma anche per capire un po’ di più del funzionamento di queste macchine. La terza cosa fu … aprire la fotocamera e trovarci dentro una pellicola! Non avete idea di quanto fui felice! Il problema è che avevo maneggiato abbondantemente la fotocamera prima di aprirla, così il rullino era completamente avvolto ma non potevo essere sicura se la pellicola fosse stata esposta. Ancora oggi non lo so, perchè ho rotto lo strumento per estrarre la linguetta (non volete sapere come!) e non me ne sono ancora fatto uno in casa.

Ma veniamo alle cose importanti: le foto!

Una volta ottenuta la batteria (la ordinai in un negozio specializzato, non pensavo neanche esistesse) volevo provare la macchina durante una gita al Monasterio de Piedra (http://www.monasteriopiedra.com/) – di cui devo ancora scrivere una ‘location’. Dico “volevo” perchè i geni di mio padre si manifestarono, visto che scoprii di aver caricato la pellicola al contrario e non ero riuscita a fare una sola foto della prima parte della gita! Ora che ho una LC-A+ è diverso, ma le prime volte bisogna fare attenzione perchè non è sempre facile agganciare la pellicola ai denti del rocchetto.

Qui padre e figlia che discutono di quanto siano bravi a caricare una pellicola.

Il primo-secondo rullino venne abbastanza bene, soprattutto perchè lo utilizzai per testare fuoco e apertura.

- La messa a fuoco … neanche questa è facile, la prima volta! Il sistema consiste in un rombo impresso nel mirino e per mettere a fuoco bisogna far coincidere l’immagine all’interno con quella all’esterno del rombo, ruotando la ghiera di messa a fuoco.

- L’esposimetro: direi che è un sistema meraviglioso per un principiante, bisogna solo premere il pulsante di scatto a metà e la fotocamera ci dirà cosa fare:
a) la freccia rossa indica che c’è troppa luce: girare la ghiera dell’apertura verso destra
b) nulla: l’apertura è corretta
c) la freccia arancione indica che c’è poca luce: girare la ghiera verso sinistra.
Dopo tutto, e visti i risultati, direi che ci vuole un po’ di esperienza prima che le foto abbiano la luce corretta.

Già mediamente soddisfatta e imparato dai primi errori, mi comprai un cavo di scatto per provare la posa B: passai la notte sul balcone, a fare foto dei fuochi artificiali.

Come potete vedere, sono un po’ penose, ma posso dare la colpa ad altri fattori (la prima volta che uso Fuji Sensia, un cavalletto un po’ ‘ballerino’, la distanza dei fuochi …) ma non alla macchina, così che una notte, determinata più che mai, mi feci una passeggiata vicino a casa, armata di cavalletto, cavo e macchina.

Credo che in molti già conosciate queste foto.

Ora direi di sì, no? Personalmente sono molto soddisfatta di questa serie.

Ma non è solo questa serie, in generale, sono molto soddisfatta dei risultati con questa fotocamera, anche se all’inizio è stata un po’ difficile da ‘domare’.

Con un pellicola per diapositive, si comporta splendidamente:

La mia prima volta con Sensia!
Il Castillo de Loarre, altra ‘location’ di cui devo scrivere.

E bianco e nero, in luce diurna:

Gli unici inconvenienti che vedo sono, primo, le dimensioni e il peso, è più difficile da portarsi dietro e nel mio caso, essendo una macchina antica e ‘in prestito’ cerco di trattarla con molta cura e di non portarla in luoghi potenzialmente ‘pericolosi’. Per cui ammetto che da quando ho una LC-A+ non me la porto dietro molto spesso … Pero prometto che lo farò ancora!

Di certo, un altro dei tesori nascosti in casa mia è una Kodak Brownie Folding (non conosco il modello esatto) che era di mio nonno. Pare che la meccanica sia in ordine, ma ancora non sono riuscita a procurarmi pellicole 620. Vi terrò informati!

written by mochilis on 2011-07-06 #gear #yashica #review #sorpresa #yashica-electro-35 #apertura #esposimetro #anni-70 #famiglia
translated by eremigi

3 Comments

  1. giorgiaamabili
    giorgiaamabili ·

    the lasts shots are beautiful

  2. giorgiaamabili
    giorgiaamabili ·

    the lasts shots are beautiful

  3. flashstalker
    flashstalker ·

    @azotolina Yashica Electro 35

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