The Hell With Perfection — Freedom for Photography!

Intervista al fotografo paracadutista Niklas Daniel

Residente in Arizona, Niklas Daniel è un istruttore di paracadutismo con una marcia in più. Ha anche sviluppato l’abilità speciale dello scattare fotografie mentre si butta! Lo abbiamo raggiunto per discutere con lui delle emozioni e dei pericoli del paracadutismo, e per imparare un po’ come dà vita a fotografie così meravigliose mentre fende il cielo!

Potresti raccontare ai Lomografi qualcosa di te stesso?

Mi chiamo Niklas Daniel e sono un paracudista professionista dell’Arizona. Partecipo a una grande varietà di discipline intorno allo sport, inclusa la fotografia, istruzioni per i prinicipianti e i salti in coppia, gare internazionali, insegno canopy e body-flight nei tunnel del vento. Sono anche un co-fondatore della Axis Flight School, un centro d’addestramento specializzato nell’allenamento di paracadutisti già esperti, per migliorare la loro abilità o prepararli in vista di una gara.

Quando hai deciso che volevi diventare paracadutista, e cosa te lo ha fatto decidere?

Sin da quando riesco a ricordare, ho sempre amato stare in aria. Da bambino cercavo cose su cui arrampicarmi come alberi o edifici, solo per poter saltare giù una volta raggiunta la cima. Non ricordo la prima volta che ho realizzato il concetto di poter saltare giù dagli aereoplani, ma ero a conoscenza dell’esistenza del paracadutismo già da molto tempo. Dovevo solo aspettare di crescere abbastanza per farlo. Una volta iniziato ne sono stato assuefatto. Anche mentre ero uno studente, sapevo che quella era la cosa che volevo fare per mantenermi. Una volta ottenuta la mia licenza, ho trascorso molto tempo nei tunnel di vento (simulatori di caduta libera) per accelerare la mia capacità d’apprendimento.
Ho ricevuto molti insegnamenti da lanciatori già esperti, e poco dopo mi sono trovato in una formazione da 4 di una squadra paracadutistica come videografo.

Puoi descriverci la prima volta che hai saltato da un aereo? I tuoi sentimenti, dubbi, emozioni ecc.

Credo che ogni saltatore, non importa da quanto faccia questo sport, si ricordi del suo primo lancio. E’ un esperienza che non dimenticherai mai. Ci sono molte emozioni diverse, quando ti trovi sul bordo di una porta spalancata di un aereoplano, mentre guardi giù dalle tue due miglia. C’è una sensazione di incertezza, una paura dell’ignoto, ma comunque, se ti fidi del tuo allenamento e del tuo equipaggio, quella paura si trasforma in eccitazione.

Non appena ti butti nel vuoto, impari moltissimo su te stesso. Non solo riguardo al tuo corpo, manipolando il vento intorno a te, ma anche sulla tua mente. In un certo senso impari a conoscerti e come interagisci con gli altri. Più salti, più realizzi che le tue paure, ansie, e soprattutto le vocine interiori iniziano a dissolversi, perchè realizzi che sei tu ad ingfliggertele. In quel momento diventi sempre più consapevole di cosa è veramente importante, e ti assumi la responsabilità delle tue azioni.

Una volta che un paracadutista colleziona molti lanci, il salto in sè stesso non basta più. Inizi a voler saltare con i tuoi amici, e sfidi te stesso in nuove maniere. Testare le tue capacità in un ambiente competitivo può portare alla luce emozioni simili a quelle del primo lancio. Credo che questa sia una delle ragioni per le quali alcune persone, incluso me stesso, decidono di competere nello sport.

Fotografie di Niklas Daniel

Potresti descriverci il processo dello scattare fotografie mentre fai paracadutismo? Quanto è difficile?

Scattare fotografie in caduta libera è un’abilità specialistica. Non solo il saltatore deve avere capacità eccezionali in caduta libera e nel canopy, ma deve anche avere una buona conoscenza del dispositivo che ha in mano. A causa dell’attrezzatura extra portata in ogni salto, il rischio e il pericolo aumentano. Complicazioni nello spiegamento del paracadute ed eccesso di forza di gravità nell’apertura sottopongono il collo ad un grande sforzo, dal momento che l’attrezzatura della macchina è montata sull’elmetto e indossata sulla testa. Per questo motivo non è consigliabilie fare quest’attività se non hai fatto almeno 250 salti.

Per iniziare, la maggior parte delle persone attacca una piccola videocamera all’ elmetto, in modo da avere un’idea della propria distanza e inquadratura. Dal momento che le mani devono essere libere per manipolare il flusso d’aria intorno a te e il paracadute dopo l’apertura, non puoi tenere la macchina fotografica tra le mani e guardare attraverso l’obiettivo. Il pulsante dello scatto si attiva grazie a un pulsante controllato dalla bocca (mordendolo o soffiando in un tubo), e l’inquadratura si ottiene con un mirino ad anello calibrato sul centro della macchina. La maggior parte di questi aggeggi ora si possono trovare in negozi specializzati, comunque, se vuoi ottenere scatti più complessi, probabilmente inizierai a costruire attrezzature fatte in casa. A seconda della disciplina che vorrai provare ad immortalare, potrai avere altri equipaggiamenti ad assisterti, come tute o paracadute speciali, ognuno dei quali richiede una nuova tecnica da perfezionare.

Qual’è la tua esperienza di paracadutismo preferita?

Il paracadutismo è un’attivita magnifica, che ha qualcosa da offrire a chiunque. Con una così vasta scelta di possibilità, c’è da imparare e da sperimentare sempre di più. Anche se il paracadutismo sembra avere attività infinite, penso che le mie esperienze preferite siano state incontrare le persone coinvolte e interessate. C’è un grande cameratismo tra paracadutisti. Persone che vengono dai posti più disparati che si riuniscono e sperimentano qualcosa di esagerato. Se sei un paracadutista, sei parte di una famiglia ovunque ti trovi.

Alcune delle mie attività preferite nel paracadutismo sono state saltare durante la notte, che porta tutto ad un altro livello.
Un’altra esperienza che al momento mi piace molto è una disciplina emergente all’interno dello sport che chiamata XRW.
L’acronimo sta per “extreme relative work” e si riferisce a una persona sotto ad un paracadute aperto, che vola vicino a qualcuno che pilota una tuta alare (particolare tuta da lancio). Questo è diventato possibile solo di recente grazie a progressi all’avanguardia nella manifattura e nel design del canopy e delle tute alari.

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written by devoncaulfield on 2011-04-08 #lifestyle #skydiving-photographer-niklas-daniel-analogue-photos-air
translated by scritcci

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