Ilfrusta: Energia Lomografica.

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C’era una volta…
Il Frusta muove i suoi passi nel mondo dell’arte già da bambino, quando, a 9 anni, impara a suonare batteria e violino e fonda assieme ad alcuni amici il suo primo gruppo musicale. Prova a cimentarsi, con scarsissimi risultati, anche nella pittura. Finisce per appendere presto al chiodo violino e pennelli, per dedicarsi esclusivamente allo studio ed alla pratica della batteria.

… poi, un dì hai scoperto la fotografia…
Assieme all’amore, Frusta scopre la fotografia. La sua fidanzata, conosciuta all’età di 19 anni, ha la bella abitudine di portare con sé in qualsiasi occasione la fidata macchinetta digitale; scatta foto a destra e a manca e si diverte ad immortalare i momenti più belli dei loro viaggi e delle loro vacanze. Frusta, insoddisfatto dei risultati troppo “normali” ottenuti, entra nel magico e dannato mondo di Photoshop: ritocca qualsiasi foto gli capiti a tiro e studia il modo di renderle il più possibile “strane” e “vintage”. Ad un certo punto, l’elaborazione digitale non gli basta più, inizia a stargli stretta. E’ a 22 anni che abbandona Photoshop e la tecnologia per abbracciare la Lomografia.

Cos’ ha cambiato Lomography nel tuo modo di vedere la fotografia?
Praticamente…tutto! Ho riscoperto il VALORE di una fotografia, la sua unicità; il gusto della trepidazione, nell’attesa di vedere i risultati del proprio lavoro; la gioia di una foto “bella così com’è”, speciale senza bisogno di ritocchi e manipolazioni; la sfida continua della sperimentazione.

Macchina foto è uguale a…? cosa significa per te tenere in mano una macchina fotografica?
La mia Holga 120 CFN è un succedaneo di quel pennello che, da piccolo, avevo provato ad usare per dipingere la realtà, ma senza successo. Ora ho finalmente a disposizione tavolozza, tela e pennelli in formato “concentrato”, tutti all’interno della macchinetta. E i risultati sono decisamente migliori.

In che mood sei di solito quando riesci ad esprimerti al meglio attraverso gli scatti?
Penso di poter dire che riesco a dare il meglio di me quando sono rilassato e sereno, quando non ho particolari “missioni comunicative” da esprimere attraverso la foto, ma devo scattare e basta. Così, CLICK!, come mi viene.

Dire WOW davanti ad una foto. Cosa ti fa reagire?
Adoro i colori supersaturi, i fuori-fuoco ed il cross-processing. Ma tutti questi elementi non mi trasmettono nulla se il soggetto e la composizione non sono perfetti nella loro imperfezione.

Quali esperienze ti hanno “cresciuto” a livello fotografico? E da quanti anni sei Lomografo?
Sono appassionato di Lomografia da un paio d’anni. Conosciuta grazie ad un’amica (Claudia Barato, in arte Riorg) ed alle sue splendide foto viste per caso spulciando gli album di Facebook. Le guardavo e mi dicevo: anch’io voglio farle così! E’ lei che mi ha introdotto a questo mondo e che, praticamente, mi ha insegnato tutto.

Da chi arriverebbe o è arrivato il commento/complimento più importante per te?
Normalmente non mi piacciono troppo i complimenti e non sono il tipo di persona che li cerca a tutti i costi. Credo che un BRAVO! dal titolare dello studio fotografico old-style del mio paese (una “tana” costruita praticamente sotto la stazione dei treni) sarebbe una gran bella soddisfazione.

Se la fotografia è arte, per te cosa rappresenta? E se fosse un libro, un film e una canzone, sarebbe…
Ahia…domandona difficile. Se la fotografia fosse un film in B&W, ti direi “Control” di Anton Corbijn; se fosse a colori, penserei a “Big Fish” di Tim Burton. Se fosse un libro, “Castelli di rabbia” di Baricco. Colonna sonora: tutti gli album di Cure e Sonic Youth.

Paesaggi o ritratti?
Purtroppo, essendo ancora alle primissime armi, preferisco i paesaggi ai ritratti. Sono relativamente “più facili”: il “lavoro sporco” lo fa quasi tutto il sole. Però vorrei potermi dedicare presto ai ritratti, magari di vecchi e bambini, le fasce d’età più “esteticamente interessanti” a parer mio.

Sei “analogico” perché?
Sono analogico perché il digitale mi sembra troppo facile e poco immediato.

Cosa ami di Lomography?
La possibilità di immergermi, in qualsiasi momento della giornata, in un mondo nuovo ed etereo, fatto di tinte accese e di soggetti fantastici proprio perché imperfetti.

Sei fiero di te quando…?
Sono fiero di me quando riesco ad andare a letto senza aver fatto o detto ca***te nelle 12 ore precedenti. Succede di rado.

Non c’entra nulla, ma a colazione cosa mangi?
5 Tarallucci e una tazza d’orzo bollente.

Nome Vero: Francesco Reffo
Nome da lomografo: Frusta/Reffrusta
Anni: 24
Segni particolari: http://www.lomography.com/homes/ilfrusta
Macchine preferite: Holga 120 CFN, Polaroid 600, Smena 8

written by alessiab on 2011-04-04 #people #lomoamigo #lomography-italia #intervista-lomography #ilfrusta

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