Denise scatta con la sua inseparabile Diana F+

2

Suonare per lei è sinonimo di scoperta, un contenitore magico dal quale tirare fuori sempre nuove emozioni, nuove energie. Le abbiamo dato in mano uno scrigno dal quale estrarre immagini, dove potesse fissare lo sguardo di un attimo. E non è stata meno poetica che con la musica. A voi, Denise!

Vuoi raccontare qualcosa di te alla community di Lomography ?
Ho 24 anni, da 6 porto avanti un progetto che porta il mio nome e il 26 ottobre 2010 è uscito il mio primo disco ‘Dodo, do!’. Suonare è sempre stato e continua ad essere per me una continua scoperta, un contenitore magico dal quale tirare fuori sempre nuove emozioni, nuove energie. Sono appassionata di ogni forma d’arte, dalla musica, alla scrittura, alla fotografia, mi affascina tutto ciò che può rendere un instante eterno.

Quali aspetti della tua musica sono analogici e quali sono le qualità che questi elementi aggiungono a ciò che il digitale non può fare?
La mia musica si orchestra per lo più con strumenti acustici come la chitarra, il violoncello, il violino, il piano e si basa su onde e colori che di sicuro hanno loro maggiore espressione in chiave analogica. Molto spesso mi servo di giocattoli e li modifico con del circuit bending perché in questo modo riesco a tirar fuori dei suoni caratteristici sui quali mi piace agire delle volte anche in digitale. Principalmente però sento di potermi definire ‘tradizionalista’ in questo perchè credo che tutto ciò che sia analogico conservi sempre una maggiore autenticità sia di suono che di intenti.

Riesci a vivere facendo quello che ti diverte? Ti ritieni brava o fortunata?
Per ora non riesco proprio a viverci purtroppo. In questi campi artistici è sempre più difficile (qui in Italia) avere un equilibrio e poter guadagnare tanto da poter definire il proprio impegno un lavoro. Io, al di là della musica, studio medicina veterinaria e mi diletto con la grafica e il video editing, mi piace spaziare in vari campi. Mi ritengo fortunata quando vengo a sapere che chi ascolta la mia musica rimane fortemente colpito, non basta essere bravi per poter attirare l’attenzione del pubblico al giorno d’oggi, bisogna esser anche un pizzico fortunati!

Da quanto tempo ami la fotografia analogica e da quando se innamorata di Lomography ?
Beh, amo Lomography da un bel po’ e sono sempre stata appassionata di fotografia, nonostante da poco abbia voluto provare ad entrare nel mondo della fotografia analogica. Credevo fosse troppo difficile per me, eppure, una volta scattato il primo rullino non ne ho potuto fare più a meno. Attualmente tutti credono, a causa dell’avvento delle digitali, di essere i nuovi fotografi del secolo ma a mio avviso avere una buona macchina non indica necessariamente l’essere diventato un fotografo a tutti gli effetti. Il vero fotografo è colui che riesce ad impressionare sulla sua pellicola un’emozione pura ed è anche chi ancora si basa sulle regole basilari dell’analogico. E’ cosa ben più ardita. Dopo tutto sono tutti bravi con le digitali, scatto in automatico e via!

Che voto ti dai valutando i tuoi primi passi in questo mondo?
Mah, mi darei un 6 + o anche un 7, ma solo per l’impegno che ci metto a scattare ricercando la bellezza delle piccole cose. A volte è così difficile uscire dai normali canoni di bellezza e dagli schemi che automaticamente ci prefissiamo! Ciò che mi piace di più è proprio riuscire a tirare fuori dalla fotografia le stesse emozioni che tiro fuori con le mie canzoni, nulla di scontato, qualcosa di molto istintivo, puro.

La Diana F+ a volte non è facile andarci d’accordo, soprattutto all’inizio, bisogna capirsi, non mollare subito ma una volta in sintonia può dare risultati inaspettati, come hai vissuto tu il vostro rapporto?
Beh all’inizio ho avuto anche io dei problemi, avevo un rullino red scale e non riuscivo a tirar fuori nulla che mi convincesse. Mi ci sono voluti 5 rullini per iniziare a vedere i primi risultati soddisfacenti. E’ vero, si tratta di una sintonia, come sempre la macchina deve diventare un po’ il tuo terzo occhio, una specie di prolungamento di te stesso. Solo in questo modo lo scatto parte dall’istinto e a quel punto i buoni risultati sono assicurati.

Descrivi la Diana F+ in cinque parole…
Bella, pratica, colorata, creativa, istintiva!

Sei spesso in viaggio, quale luogo ti piace fotografare di più con la tua nuova amica Diana F+ ?
Ho una smodata passione per gli alberi spogli e per gli animali. La natura mi affascina, è sempre la miglior musa ispiratrice.

Come è fotografare con la Diana F+ ?
E’ speciale! E’ come se iniziassi un gioco che non vorresti mai finire!

La cosa più assurda/stramba che tu sia stata in grado / o attratta di fotografare?
In questo periodo mi viene spesso voglia di fotografare le scarpe colorate associati a dei pois, non so perché.

Se potessi fotografare qualsiasi persona viva, morta o immaginaria con la tua Diana F+ , chi sarebbe e perché?
Sarebbero i miei amici uno per uno, in tutte le pose più caratteristiche in cui ovviamente mi piacrebbe ricordarli.

Di tutte le macchine fotografiche Lomography, qual’è quella che più ti assomiglia e perché?
Forse quella a cui mi sento più affine è la SPINNER , per la sua capacità di tener tutto sotto controllo a 360°, non le sfugge nulla! Ammetto però di essere anche un bel po’ DIANA nel modo di essere, istintiva e pratica, semplice ma mai banale.

Tra le foto che hai scattato con la Diana F+ qual è la tua preferita e perché?
La mia preferita è sicuramente la serie dei gabbiani perché quando le vedo mi sembra di sognare. Sono così leggeri!

Un tuo personale consiglio a tutti i lomografi…
Non pensate, scattate!

written by alessiab on 2011-03-16 #people #redscale #pony #b-w #denise #mare #lomoamigos #lomoamigo #musica #salerno #gatto #cavalli #animali #doppie-esposizioni #denise-galdo #intervista-a-denise #denise-cantante #gabbiani #fattoria

2 Comments

  1. mattiapiazzano
    mattiapiazzano ·

    Quelle dei gabbiani sono strabelle!!!

  2. alessiab
    alessiab ·

    Sembra di essere in volo con loro...

More Interesting Articles