Hipsters dal capo d'angelo: il genio fotografico di Allen Ginsberg

Probabilmente lo conoscete per la sua famigerata poesia “Howl” (L’urlo), ma Allen Ginsberg era anche un grande fotografo analogico. Una nuova mostra dei suoi lavori a Londra ci porta indietro in quel periodo senza tempo dei beat, e nella vita privata di questo grande poeta americano.

Essendo un accanito fan dei beat – la generazione di poeti e scrittori americani degli anni ‘50 che sfornarono pezzi di letteratura classica come “On The Road” (Sulla Strada), “Naked Lunch” (Pasto Nudo) e altri – le news di una mostra fotografica di quello forse più famoso tra tutti loro, Allen Ginsberg, al London’s National Theatre, mi hanno fatto tremare in anticipo per l’eccitazione.

Sono arrivato alla mostra, intitolata “Angelheaded Hipsters” (Hipsters dal capo d’angelo, ripreso dalla poesia Howl, la più famosa di Ginsberg) sorpreso di come il National avesse ben disposto le foto private di Ginsberg nel loro spazio Lyttleton (prima deputato ai British Photographic Landscape Awards.) La prima immagine, appena salite le scale, raffigura un Ginsberg nudo che si appoggia sul bordo della vasca nel suo appartamento di New York, mentre si fotografa allo specchio. Un’introduzione abbastanza fedele al resto del suo lavoro!

Avendo già sfogliato la sua collezione di fotografie nel libro “Beat Memories: Le fotografie di Allen Ginsberg”, sono stato contento di aver trovato scatti che prima non avevo mai visto, in particolare quelli dei primi anni ’50. Ginsberg ha abilmente impiegato la sua Kodak di seconda mano per immortalare le star ardenti del periodo beat, con Cassidy, Kerouac e Burroughs fermamente in mostra.

A colpire maggiormente la mia attenzione è stato il livello di intensità tra i soggetti degli scatti. E’ evidente come Ginsberg avesse un legame reale con tutti i suoi soggetti, tralasciando i miti riguardanti le droghe, il sesso e l’alcool che circolavano a quei tempi. Molto interessante, comunque, è la posizione di Ginsberg come fotografo (lui stesso ammise la sua qualità “amatoriale”) e i suoi esperimenti tra fotografia e parole. Le sue didascalie scarabocchiate sotto ogni immagine servono a ricordare quanto un accompagnamento didascalico possa essere efficace a una composizione in bianco e nero.

Qui ci sono solo alcune delle immagini senza tempo che Ginsberg catturò per ricordarci di quel gran periodo per l’arte in tutte le sue forme.

Così forse la prossima volta penserete tutti un po’ di più ai commenti e alle didascalie per ognuna delle foto sulle vostre lomohomes. Io di certo non vedo l’ora di vederle!

written by willyboy on 2011-03-03 #lifestyle #black-and-white #analogue #manhattan #new-york #kodak #exhibition #hipsters #the-beats #angelheaded #ginsberg #kerouac
translated by scritcci

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