Capitolo 23: vogliamo più LOMO LC-A’s - l'incontro con Vladimir Putin

La discussione con il futuro Presidente di una potenza mondiale fu gradevole. Putin si dimostrò molto interessato alla lomografia e dopo circa un’ora, quando la riunione volgeva al termine, entrambe le parti affermarono che la produzione della LOMO LC-A avrebbe dovuto proseguire. Interrompere la produzione della fotocamera non avrebbe giovato a S. Pietroburgo né agevolato la sua reputazione a livello internazionale! Dopo il promettente incontro, si tenne un’altra riunione con il peso massimo Putin e il Direttore Generale della LOMO PLC Klebanov.

VLADIMIR VLADIMIROVICH PUTIN: IL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE RUSSA
Vladimir Putin, nato a S. Pietroburgo, incontrò la prima volta i lomografi nel marzo del 1996 quando era vice sindaco di S. Pietroburgo. Ancora una volta la produzione della LOMO LC-A era in pericolo e gli studenti austriaci giocarono tutte le loro carte e riuscirono ad organizzare un incontro con il sindaco della città russa. Al momento dell’incontro, il sindaco era sfortunamente bloccato da altri impegni e i lomografi si sedettero di fronte al Sig. Putin che spiegò loro la situazione. Naturalmente Herr Putin, che sapeva della LOMO LC-A, ascoltò volentieri la Società Lomografica e decise rapidamente che “la produzione della fotocamera deve continuare!”. Un paio di riunioni con Klebanov, l’uomo al comando, assicurarono la produzione della LOMO LC-A e tutto era pronto perchè l’avventura lomografica potesse continuare. Vladimir Putin è sposato, ha due figlie ed ha una posizione di leader nel Paese più grande del mondo. Il Sig. Putin non esce mai di casa senza la sua LOMO LC-A – confessò un giorno ad un giornalista austriaco, e conosce le 10 Regole d’Oro quasi a memoria.

COME IL DIRETTORE GENERALE DELLA LOMO PLC ILYA KLEBANOV DIVENNE VICE PRIMO MINISTRO DI RUSSIA
I lomografi furono sorpresi quando, nel 2000, Lazar Zalmanov mostrò loro questo articolo di giornale e disse: “Guardate cosa dice della lomografia il Vice Primo Ministro russo”. L’articolo, pubblicato sul Moscow News del marzo 2000, riportava un’intervista del Vice Primo Ministro Ilya Klebanov: credo che quelli che vi considerano un elemento chiave nella squadra di S. Pietroburgo di Putin abbiano qualche ragione. Come è cominciata la vostra relazione con lui? – Era la fine del 1992. Quell’anno fui nominato Direttore Generale della LOMO PLC. E in quel periodo, venne aperto un nuovo canale di vendita della fotocamera LOMO LC-A. Tree neo-laureati dell’Univesità di Vienna avevano fondato la "Lomographic Society”. Essi crearono come un nuovo filone artistico: la Lomografia. L’idea è questa: scattare delle piccole foto utilizzando una macchina piccola, economica e automatica; incollarle su un supporto senza quasi un ordine. E si ottiene l’immagine di un istante di vita. Hanno fatto mostre a Parigi, Tokyo, New York, Mosca, S. Pietroburgo, Vienna, Berlino, etc. Decisero di essere gli acquirenti esclusivi delle nostre fotocamere. Fecero una richiesta. Ma il problema era il prezzo: chiesero un prezzo incredibilmente basso, inferiore al costo di produzione. Rifiutammo. Inaspettatamente, pare che due membri del parlamento austriaco fossero fan della Lomografia. Ebbero un incontro con Putin che era il Direttore della Commissione per le Relazioni Estere e che bussò alla mia porta, durante quella visita. Quindi incontrai Putin ad una conferenza. Mi chese: “Perchè non aiutiamo i ragazzi? Sarebbe un vantaggio sia lo stabilimento che per la città.” Io dissi: “Valdimir, lo farei se potessi, ma…”. Alla fine trovammo una soluzione. Questo fu il nostro primo incontro. Dopo incontrai Putin molte altre volte, mentre occupava posizioni diverse a Mosca. Lo chiamavo quando avevo bisogno per il business della società e lui organizzava un momento per incontrarci, di solito il giorno stesso. Questo proseguì fino a quando Sergey Stepashin mi invitò qui. E da allora, ho cominciato a lavorare nella squadra di Putin.

Venne organizzata una riunione di emergenza a Vienna nell’appartamento degli studenti, con abbondanza di vodka russa e speck tirolese. “La giuria non ha ancora deciso!” recitarono i lomografi all’unisono e decisero di tirare fuori tutti i punti di contrasto; dall’inizio, erano decisi a non lasciarsi fermare da questo problema! I lomografi, con Monika Langthaler (al tempo, uno dei personaggi più influenti nella politica austriaca, che aveva lavorato con i lomografi alla grande esposizione di Mosca-New York) e Gerald Matt (Direttore del Museo Kunsthalle di Vienna, vecchio amico e sostenitore della Lomografia), organizzarono il seguente piano: "Contatteremo Anatoly Sobtschak, sindaco di S. Pietroburgo e lo convinceremo dell’importanza della produzione della LOMO LC-A. Egli poi convincerà il Direttore Generale della LOMO PLC a continuare la produzione della fotocamera e magari anche a sovvenzionarla. È l’unico modo con cui possiamo salvare la LOMO LC-A!”

Detto, fatto; con l’aiuto del Console austriaco a S. Pietroburgo, Dr. Westfält, si riuscì ad organizzare un incontro con il sindaco della città nel marzo 1996. Alla vigilia dell’incontro a S. Pietroburgo, la Delegazione viennese (che comprendeva Monika Langthaler, Gerald Matt e i lomografi) venne convocata al “Banchetto di Stato” ufficiale del Consolato austriaco. Dopo un breve ricevimento in piedi, con champagne e hors d’oeuvres, si aprirono le porte al banchetto di stato. Gli ospiti stentavano a credere ai propri occhi quando videro cosa gli si presentava davanti agli occhi. Una tavola enorme piena di vodka, caviale, salmone, cetriolini, vino e liquori, carne di renna, delizie di patate e tanto altro. I lomografi erano pronti ad utilizzare tutti i trucchi del libro degli incontri importanti, il giorno successivo. A tutt’oggi, nessuno dei partecipanti è in grado di fare un resoconto dettagliato di quella sera!

Il giorno successivo, di prima mattina, la limousine di Stato del Console, decorata con gli stemmi imperiali austriali, arrivò fino all’ingresso degli stabilimenti della LOMO PLC, dove scese il gruppo viennese per l’appuntamento con il sindaco di S. Pietroburog e il Direttore Generale Klebanov. Poi proseguì per il municipio. Il gruppo non aveva quasi fatto in tempo ad arrivare (incluso il Direttore Generale Klebanov, il suo consigliere, il Console Dr. Westfält, Langthaler, Matt e i lomografi) che ebbe una grande delusione: il sindaco Sobtschak non avrebbe potuto partecipare. Solo il suo vice e Ministro per le Relazioni Esterne aveva tempo per discutere la questione lomografica. L’uomo, amichevole, un po’ cinico forse e capace di parlare tedesco, si chiamava Vladimir Putin.

La discussione con il futuro Presidente di una potenza mondiale fu gradevole. Putin si dimostrò molto interessato alla lomografia e dopo circa un’ora, quando la riunione volgeva al termine, entrambe le parti affermarono che la produzione della LOMO LC-A avrebbe dovuto proseguire. Interrompere la produzione della fotocamera non avrebbe giovato a S. Pietroburgo né agevolato la sua reputazione a livello internazionale! Dopo il promettente incontro, si tenne un’altra riunione con il peso massimo Putin e il Direttore Generale della LOMO PLC Klebanov. Questi furono d’accordo sul futuro della LOMO LC-A, che sarebbe stato necessario rifare i calcoli relativi alla produzione della fotocamera e che si trovasse un accordo con i lomografi viennesi. Ma, la LOMO LC-A non fu probabilmente l’unico punto della discussione. Alcuni anni dopo, il futuro presidente russo Putin nominò Ilya Iosifovich Klebanov al suo gabinetto e lo fece Vice Primo Ministro di Russia. Quindi l’incontro tra i due futuri collaboratori, stimolato dai lomografi (che non si volevano arrendere), fu il loro primo punto di contatto!

Anni dopo, Putin disse ad un giornalista austriaco che portava con sé ogni giorno una LOMO LC-A e che era ancora molto interessato alla lomografia. Bisogna tenere presente che in generale, a questo mondo, è difficile trovare persone disposte a sostenere campagne come la “Salviamo la LOMO LC-A” dei lomografi. Eppure in Russia, succede il contrario – anche in periodi di crisi economica e politica. Nonostante le difficili condizioni economiche, l’interesse e il piacere per la cultura e per le strane idee era ed è inalterato – e questo è il motivo per cui i lomografi amano la Russia e i russi!

Facciamo una breve digressione dall’incontro-Putin. Immediatamente dopo l’incontro, la delegazione viennese in viaggio e la squadra di S. Pietroburgo si separarono, ognuno andando per la sua strada (al lavoro, a fare acquisti o a godere della cultura). I viennesi avevano organizzato di vedersi alle 6pm al caffé “Vienna” (dove altro) all’Hotel Nevskji, Nevskji Prospekt, che offre una varietà sensazionale di torte e dolci. Come al solito, i lomografi anziani arrivarono tardi; anche il Direttore del Museo Gerald arrivò un po’ in ritardo e, stranamente per un politico che è sempre puntuale, anche Monika non giunse al caffé in orario. Tutti si incontrarono di fronte al caffé “Vienna” con circa 20 minuti di ritardo. Il caffé era chiuso e stranamente c’era moltissima polizia in giro. “Problemi tecnici” sembrava la ragione per cui il caffé era chiuso. Ma quando tre lunghe scatole grigie vennero trasportate fuori dal caffé, fu chiaro che non si trattava solo di un problema tecnico. Una volta a Vienna, i lomografi appresero dai giornali che esattamente alle 6pm c’era stata una sparatoria di natura mafiosa, proprio a quel caffé, nella quale erano stati uccisi due vecchi mafiosi di S. Pietroburgo e un uomo d’affari inglese. L’uomo d’affari fu davvero sfortunato: era sordomuto e non riuscì a nascondersi. Alla luce di questi fatti e dello scampato pericolo grazie alla convivialità dei viennesi, si può solo dire: “Lunga vita ai tradizionali caffé viennesi e alla cultura viennese del ritardo!”

Eccovi il libro in tutta la sua gloria.

written by ungrumpy on 2011-01-24 #lc-a #library #lomography #biblioteca #storia #brano
translated by eremigi

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