Capitolo 12: Prezzi ed esportazione

Questo brano è estratto dal “Lomo LC-A Big Book”. Altri capitoli sono in arrivo…

Mentre alcune fotocamere, come la Smena (la Smena 19 e 35 sarebbe emerse negli anni successivi) o la Lubitel (la 166 Universal, come era allora conosciuta) erano già le evidenti preferite dell’ambiziosa scena fotografica amatoriale russa e non erano troppo costose al negozio dietro l’angolo, la LOMO LC-A doveva ancora dimostrarsi all’altezza. In ragione della primissima funzione di esposizione automatica – la Lubitel e la Smena eranon ancora completamente manuali, la Lomo Kompakt Automat era un po’ più costosa dei suoi predecessori. 75 rubli era il prezzo fissato da Mosca per l’oggetto – che era una bella cifra, se confrontata con il salario mensile medio dell’epoca: 150-200 rubli. Un buono per una vacanza di 24 giorni al Neva Sanatorium costava solo 80 rubli. Nonostance ciò, la LOMO LC-A si fece presto strada nei cuori e nelle tasche dei foto-entusiasti russi e dopo qualche tempo venne esportata verso altri Paesi allora comunisti, come l’Ucraina, la Polonia, la Cecoslovacchia e persino Cuba. Anche alcuni Paesi occidentali, prima la Gran Bretagna, impararono ad apprezzare la piccola fotocamera russa. Un grosso importatore, che aveva importato quasi la metà dell’intera produzione LOMO Lubitel in Inghilterra, importò anche la LOMO LC-A nel Paese della regina Elisabetta II.

La squadra di costruzione della LOMO LC-A mostra orgogliosa la propria creatura.

Eccovi il libro in tutta la sua gloria.

written by fookshit on 2011-01-17 #library
translated by eremigi

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