Capitolo 9: Fase di test e realizzazione

Questo brano è estratto dal “Lomo LC-A Big Book”. Altri capitoli sono in arrivo…

Olga Tsvetkova, La madre della LOMO LC-A

Olga entrò alla LOMO PLC appena finita la scuola. Oltre a lavorare, studiò al Technikum e successivamente all’Università di S. Pietroburgo, dove dopo sei anni, si laureò in Tecnologia. Cominciò nell’Officina 61, specializzata in fotocamere Smena e nei primi anni Settanta lavorò con Mikhail Kholomyansky al progetto per la Lomo 135. Appena la Lomo LC-A entrò in produzione, Olga lasciò il suo vecchio ruolo di capo della linea di assemblaggio della fotocamera e si concentrò esclusivamente alla guida della squadra Lomo LC-A. Olga era appassionata di fotografia fin da piccola, quando all’età di 10 anni il padre le regalò una Smena 2. Fin dall’inizio, fu entusiasta di Lomography e raccolse tutti i ritagli di giornale che poteva trovare.

Era un’attiva lomografa come molti degli altri lavoratori della linea di montaggio della Lomo LC-A. Quando fu interrotta la produzione della Lomo LC-A nel 2005, la detentrice del raro e lungo titolo per lo Sviluppo e l’Introduzione della produzione di massa per un prodotto hi-tech, la Lomo Kompakt, andò in pensione dopo 38 anni di devozione al lavoro.

La LOMO LC-A era a tutti gli effetti una vera (e piuttosto sfacciata) copia della Cosina CX-2. A parte il diverso meccanismo per la copertura dell’obiettivo (la Cosina aveva una copertura rotante, mentre la LOMO LC-A si caratterizzava per uno sportello scorrevole, che piaceva molto al Vice Ministro della Difesa), tutto il resto della costruzione della LOMO LC-A era molto simile alla fotocamera giapponese: la medesima estensione del corpo, la scritta sulla parte anteriore e superiore, la slitta per l’alloggiamento del flash, il mirino, il conta-fotogrammi, lo scatto per l’otturatore, praticamente tutto, fino al dettaglio più piccolo era simile. Le stesse funzionalità che erano disponibili nella Cosina, specificamente l’esposizione automatica e quattro impostazioni erano presenti anche nella LOMO LC-A.

Nel 1982 appena fu conclusa la costruzione della LOMO LC-A, vennero realizzati i primi modelli per i test. Con le precedenti fotocamere prodotte alla LOMO PLC, ad esempio Lubitel, Smena e Lomo 135, erano previsti quattro fasi di produzione: 1. prima veniva realizzato un modello spaziale, 2. poi un modello con tutte le funzioni, 3. i primi modelli per i test (10-20 pezzi) e 4. la prima serie.

In ragione dei tempi molto ristretti per lo sviluppo della LOMO LC-A, il passaggio numero 1, il modello spaziale, venne tralasciato e la prima fotocamera realizzata era un modello con già tutte le funzioni. Questo arrivò tra le mani del Vice Ministro della Difesa Kornitsky. Questo modello non aveva un esposimetro incorporato, poichè questo veniva inserito solo al passaggio numero 3. Nel 1982, vennero realizzati circa dieci modelli di prova che vennero destinati ai test interni. Ciò però non significava che qualche fotografo fortunato avrebbe potuto testare la LOMO LC-A giorno e notte, ma piuttosto che una squadra di tecnici di laboratorio altamente qualificati avrebbero ispezionato le funzionalità della fotocamera in ogni dettaglio. L’esposizione automatica doveva funzionare alla perfezione; i quattro intervalli dovevano essere assolutamente precisi; l’affascinante ‘click’ dell’otturatore doveva avere il suono più melodioso possibile! Ovviamente, c’era anche un laboratorio fotografico interno dove i risultati fotografici venivano sottoposti a severe analisi.

Tutte queste fasi della realizzazione della fotocamera erano supervisionate dagli occhi di falco del manager della produzione, Olga Tsvetkova. Intanto, il Capo Ingegnere M.G Kholomyansky e la sua squadra (che comprendeva i cinque assemblatori migliori, che puliva le singole parti ed assemblavano la fotocamera) lavoravano al meccanismo e al miglioramento della LOMO LC-A. Uno speciale Reparto Scientifico, creato ad-hoc, fu incaricato di eseguire i test cruciali. Questa rigida suddivisione del lavoro e il celebrato lavoro di squadra consentirono il successo e il rapido assemblaggio della fotocamera. Anche oggi, gli assemblatori, i capi-squadra e gli ingegneri del progetto ricordano l’atmosfera di lavoro piacevole ed efficiente.

Il risultato fu che la LOMO LC-A fu terminata e prodotta alla velocità della luce. Inoltre, alla fotocamera fu riconosciuto un grado 1-2 di precisione del prodotto russo quando le altre fotocamere fino ad allora realizzate dalla LOMO PLC avevano ottenuto solo un grado di precisione 3-4.

Eccovi il libro in tutta la sua gloria.

written by fookshit on 2011-01-14 #library #biblioteca #lomolibri #lomo-lc-a-big-book #brano
translated by eremigi

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