Capitolo 7: Il cuore: l'obiettivo Minitar 1

Questo brano è estratto dal “Lomo LC-A Big Book”. Altri capitoli sono in arrivo…

Foto scattata dal capo ingegnere M.G. Kholomyansky, con la LOMO LC-A

Tuttavia, prima che la completa messa in produzione potesse partire, la parte più importante della fotocamera, l’obiettivo, doveva essere completato. Diversamente dalla realizzazione di tutti gli altri componenti della fotocamera, questo, il celebrato Minitar I, fu inventato dagli esperti ottici dell’Istituto Statale di Ottica (GOI) di S.Pietroburgo. Come per il resto del progetto della fotocamera compatta vennero originariamente coinvolte due società – LOMO e Kiev, la quale poi realizzò una copia della Minox – a due istituti di ottica furono commissionati i complessi obiettivi.

Non appena si decise che la LOMO PLC avrebbe avviato la produzione di massa della sua fotocamera, diversi modelli di obiettivi GOI e LITMO vennero forniti ai designer della LOMO LC-A. Entrambi gli istituti di ottica sono rinomati a S.Pietroburgo per l’eccezionale qualità delle lenti. Dopo test approfonditi, Kholomyansky e colleghi decisero alla fine in favore del “Minitar 1” del GOI. Questo obiettivo risultò di eccellente qualità e anche facile da realizzare – aspetto decisivo per una fotocamera prodotta in massa, come la LOMO LC-A.

I disegni furono poi passati al dipartimento di ottica della LOMO PLC, dove gli esperti li vagliarono ancora una volta, con un pettine a denti sottili. Le persone responsabili per i calcoli ottici includevano il sig. Tarabukin (il ‘tar’ di Minitar 1 deriva dalle prime tre lettere del suo cognome) e la sig. Zhukova, dell’istituto GOI. Per quanto il lavoro fornito fosse di prima categoria, alla LOMO PLC emersero difficoltà in fase di assemblaggio finale. “È un macello” sospirò Irina Sowz, la persona di grado superiore, responsabile dei calcoli ottici alla LOMO PLC e laureata all’istituto LITMO, “i nostri cari amici dell’Istituto Statale ci hanno fornito delle lenti magnifiche. Il Minitar 1 produce colori e immagini più chiare, più vivide e più nitide di quanto io avessi mai osato sognare. Sfortunatamente, hanno completamente dimenticato di considerare i costi di produzione. Il vetro delle lenti è semplicemente troppo costoso e complicato da lavorare per poterlo produrre in massa”

Foto scattata dal capo ingegnere M.G. Kholomyansky, con la LOMO LC-A

Ad Irina si rizzarono i capelli: “Onorevole Compagno Sveriv, cosa dobbiamo fare?” A quel punto, il sig. Sveriv, Capo Designer del reparto design della LOMO PLC, si attivò. Ordinò a due uomini ben noti nell’industria ottica russa di migliorare i calcoli per l’obiettivo Minitar 1: il Professor Radionov dell’istituto LITMO, un noto professore emerito, con il pizzetto; e Lev Sakin, lo specialista ottico interno. Fu Lev Sakin il responsabile dei nuovi calcoli e nel 1984 presentò i risultati dei calcoli per il Minitar 1. La lente aveva un diverso raggio ed era fatta con un diverso tipo di vetro. Anche oggi, le lenti vengono realizzate secondo quelle specifiche.

Eccovi il libro in tutta la sua gloria.

written by cruzron on 2011-01-13 #library #minitar #lomografia #storia #lomolibri #capitolo-6 #cuore #obiettivo
translated by eremigi

More Interesting Articles