Cronache dei colori: l'illustre Blu Maya

Il blu Maya è un pigmento che deriva dal colore indigo, combinato con composti organici ed inorganici. Lo si può ammirare specialmente in Centro America, poiché è stato ampiamente utilizzato dalle popolazioni Maya e Azteche.

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Il blu Maya è un colore molto antico, utilizzato per le prime volte attorno al 300 a.c ed associato a divinità della pioggia come il dio Chaak. I corpi delle vittime sacrificali venivano dipinti di questo colore per ingraziarsi gli dei della pioggia. Il New York Times afferma:

“Quando i cieli somigliavano troppo al blu Maya — aridi e senza nuvole — i Maya solevano scegliere una sfortunata vittima, che veniva dipinta di questo colore, per poi essere sacrificata a Chaak nella speranza che le piogge facessero seguito a tale sacrificio.”

Sorprendentemente il blu Maya è noto per la sua longevità e resistenza alle condizioni metereologiche. Molti oggetti, dipinti di questo colore, hanno mantenuto intatta la luminosità di questo pigmento, anche quando esposti ad acidi e solventi chimici. Si tratta di un colore molto stabile e resistente che può essere distrutto unicamente da trattamenti acidi di riflusso. Questo colore è quello che appare al centro di una fiamma accesa, poiché è la parte che trattiene più calore. Il blu Maya veniva utilizzato anche nelle pitture dei conventi delle colonie messicane, in particolare fu largamente utilizzato dal pittore Juan Gerson a Tecamachalco. I suoi dipinti, combinanti tecniche europee e indigene, fanno parte della cosiddetta Arte Indo Cristiana.

Credits: solariswhiteball, vici, sushi_9009 & ilcontrariodime

2018-08-22 #culture

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