Tra sogno e realtà.

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Questo articolo vuole mostrare un paragone artistico legato da un luogo, due grandi artisti, uno conosciuto l’altro no, come Federico Fellini e Enzo Bevilacqua che attraverso l’arte riescono a dar vita a paesaggi non reali, non esistenti, ma sembrano prendere spunto entrambi da Castelluccio che risulta essere il luogo madre dei paesaggi dei film di Fellini e delle fotografie di Bevilacqua.

“Nulla si sa, tutto s’immagina”
Parole di Federico Fellini! L’artista, che è sempre stato un visionario circondato da ogni onirici elogia l’immaginzaione, non solo nelle parole, ma soprattutto nelle sue opere, più in particolare nei paesaggi e nei luoghi che l’artista ha voluto rappresentare nei suoi film!
Scenografie e spazi immaginari, luoghi che non esistono nella realtà, ma Fellini tenta in tutti i modi di dar vita a quei sogni comuni di tutti, e grazie alla pellicola può mettere in scena un sogno, un luogo di un sogno.

Fellini è come se vivesse nel sogno, i suoi film sono sogni reali!
Paesaggi d’altri pianeti, spazi infiniti e indescrivibili, immateriali, quasi sembrano svanire nell’aria certi personaggi, come in otto e mezzo dove nella scena del cimitero i genitori di guido sembrano sempre sul punto di scomparire per poi riapparire.

Alcuni luoghi sono distese di campi, lunghi cieli scuri, anzi di colori indecifrabili, di colori inventati.
Guardando i suoi film miè venuto in mente subito il paragone con i paesaggi di Castelluccio, e quindi con le fotografie di Enzo Bevilacqua.
Castelluccio sembra prendere vita da un’idea di Fellini, o meglio Fellini e i suoi film sembrano essere nati proprio li, quella valle che è Pian Grande, dove distese immense che fanno pensare all’universo riposano.

La fotografia di Enzo è la prova tangibile dell’esistenza possente di Castelluccio e dei suoi paesaggi, fotografie che sembrano dettate dalla mente di Fellini.
La nebbia avvolge i pensieri, i colori immaginari e visionari albeggiano nelle immagini, Enzo rende visibile il sogno che vive nel paesaggio, Enzo rende visibile l’immaginazione dello spettatore quando si trova di fronte l’immensità del paesaggio, quell’immaginazione che io paragono a quella che Fellini poteva avere quando lavorava ai suoi film.

L’arte si abbandona all’espressione, all’imaginario, ai sogni, alle fantasie che attraverso l’arte appunto ci regalano la visione reale di ciò che non è reale, ma anzi quasi metafisico.

I sogni di Fellini sono i sogni di Bevilacqua, l’ uno li manifesta nel cinema, l’altro nella fotografia…due cose hanno in comune: la pellicola e i loro paesaggi onirici, che sembrano provenire da (o addirittura essere) quelli di Castelluccio.

written by drinkwater on 2012-03-17 #news #cinema #federico-fellini #castelluccio-di-norcia #enzo-bevilacqua

4 Comments

  1. sirio174
    sirio174 ·

    un gran bell'articolo!

  2. gibri
    gibri ·

    fantastico questo articolo!

  3. superlighter
    superlighter ·

    tanto di cappello!

  4. drinkwater
    drinkwater ·

    Vi ringrazio tantissimo @superlighter @gibri @sirio174

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