E se Weegee avesse avuto una Diana ?

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Vita, morte e miracoli di un mostro sacro della fotografia

Arthur Fellig (1899-1968) in arte WEEGEE, polacco di nascita, americano di adozione, è stato uno dei più grandi fotografi del secolo scorso e forse di tutti i tempi.

Un uomo che ha iniziato la sua carriera come aiutante nella camera oscura di un laboratorio fotografico di New York, e come ritrattista di strada quando non doveva lavorare, per mettere da parte qualche soldo .
Amava fotografare i bambini per strada, nel Lower East Side, durante i fine settimana.

Anche se faceva queste cose circa cento anni fa, si comportava come ogni lomografo dei giorni nostri . . con la sua Kodak Brownie tra le mani, non riusciva a starsene un po’ fermo . . .
. . aveva già compreso a pieno la filosofia del “DON’T THINK, JUST SHOOT!”.

Arthur però era sprecato come aiutante tecnico di un vecchio laboratorio di fotografia . . si licenziò, ma non trovò fortuna presto, anzi le cose all’inizio gli andavano così male che ha vissuto da homeless per un lungo periodo, trovando accoglienza presso le opere missionarie, dormendo nei parchi pubblici e, spesso nella stazione ferroviaria di Pennsylvania Railroad.

Poi , stremato, riprese a lavorare come operatore di camera oscura e stampatore presso la ACME Newspictures per 20 dollari alla settimana.

Ma ciò che ha contribuito all’ascesa di Arthur fu il suo nuovo lavoro, che certamente serviva a stimolare la sua creatività fotografica : il giornalista free-lance . . . equipaggiato di una Speed Graphic iniziò una frenetica attività frequentando il quartier generale della Polizia di Manhattan. Ciò gli permetteva di essere sempre presente in occasione di assassinii, risse notturne, incidenti ed incendi.

Le sue fotografie diventarono icona perché riuscivano a raccontare i fatti d’America solo a guardarle, anche senza leggere gli articoli annessi. Dal cadavere di uno fatto fuori dalla mala, ai vecchi che brindano seduti a una tavola calda, dall’ombrello della signora aperto dal vento, ai gemellini che fanno la felicità del loro papà

Di lì a poco Weegee approdò a Hollywood, che l’avrebbe consacrato per sempre.
Ha scritto libri, ha curato mostre fotografiche personali, ha girato cortometraggi, ha collaborato con Andy Warhol e infine ha lavorato per Stanley Kubrick come fotografo di scena sul set del film Il Dott. Stranamore.

Non so cosa avrebbe fatto Weegee se avesse avuto tra le mani una Diana,
ma so cosa farò io, dopo aver scritto questo articolo. Caricherò un Lady Gray in bianco e nero nella mia Diana F+ e inizierò a scattare per strada, senza pensare, proprio come faceva lui.

written by giovannidecarlo on 2012-03-07 #lifestyle #hollywood #new-york #diana #weegee #arthur-fellig #lady-gray

4 Comments

  1. goonies
    goonies ·

    e bravo Giovanni, bello proprio quest'articolo

  2. giovannidecarlo
    giovannidecarlo ·

    grazie mario . . . 'a faccia mia sott 'e piedi vostri . . . :)

  3. pretty_in_mad
    pretty_in_mad ·

    anche a me è piaciuto molto!

  4. giovannidecarlo
    giovannidecarlo ·

    che onore . . . . PIM , santa protettrice dei lomografi :)

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