Ad essere sinceri, Dimitri Karakostas si aspetta di più

Il giovane fotografo analogico Dimitri Karakostas immortala la sottocultura dello skateboarding da quand’era adolescente. In questa intervista scoprirete chi sogna di fotografare, perché preferisce l’analogico al digitale, e molto altro…

Foto via To Be Honest I Expected More

Featured Photographer: Dimitri Karakostas
Luogo: Ontario, Canada
Website: To Be Honest I Expected More

Tell us something about yourself.

Sono un fotografo di 24 anni che lavora a Toronto, in Ontario. Faccio fotografie su pellicola del mondo dello skateboarding da una decina d’anni e non ho nessuna intenzione di smettere per un bel po’… anche se il mio lavoro ha preso una bella svolta, nell’ultimo periodo. Gestisco Blood of the Young Zine , una casa editrice indipendente dedicata al lavoro dei fotografi emergenti che lavorano con l’analogico, e scrivo su Beautiful/Decay di solito cerco di tenermi il più possibile occupato.

Come/Quando hai iniziato a fare foto? Qual è stata la tua prima macchina fotografica?

La mia prima macchina è stata una Polaroid One-Step 600. Ho fatto un sacco di polaroid quando ho iniziato, e ora mi spiace perché mi sono ritrovato a doverne dare via molte. All’inizio mi limitavo a immortalare le mie avventure e poi le facevo girare per la scuola il giorno dopo, tanto per vantarmi, del tipo “sono stato qui e ho fatto questo”.

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Descrivi il tuo stile in fotografia. Quali sono i tuoi temi e i tuoi soggetti?

Per darti una risposta generale, direi che sono un cacciatore piuttosto che un collezionista. Io vado in cerca delle cose che voglio fotografare piuttosto che far mettere la gente in posa e creare delle situazioni.

E’ tutto un lavoro documentaristico democratico. Graffiti, come se fossi un collezionista di testi e parole, e tutte le cose che non dovrei fare. Errori, e come imparare a farli diventare ciò che noi vogliamo (light-leaks, danni con i chimici, ecc)… E mia moglie, perché lavoriamo insieme per il 90% del tempo e… beh, perché è un soggetto facile perché è sexy!

Tra le tue foto su pellicola, qual è la tua preferita?

Non riesco a sceglierne una, ci sono troppe variabili! Una delle mie preferite delle ultime settimane è questa foto del mio vecchio amico Blake Strickland impegnato in un front board durante le vacanze di Natale. Stavamo passando davanti a questa ringhiera, e lui mi ha detto “Ehi, che ne dici di farmi una foto veloce?” e in due tentativi ce l’ha fatta. In dieci minuti ha fatto tre o quattro trick su questa ringhiera, è stato grandioso. Questa foto è stata scattata all’interno di un furgoncino delle poste che era rimasto aperto, e che ci ha fatto proprio comodo.

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Qual è la colonna sonora ideale per le tue serie di fotografie?

Probabilmente Comadre, Loma Prieta, Dead to Me… Qualcosa di veloce e tendenzialmente di cantabile o roba dei gruppi vocali. Quella è l’idea che voglio dare con le mie foto.

Tutti noi abbiamo i nostri idoli, tu a quali fotografi ti ispiri? Chi o quali sono le influenze sul tuo stile fotografico?

Patrick O'Dell è stato il primo a farmi pensare “Oh, quindi è così che si dovrebbe fotografare!” I suoi scatti sul mondo dello skate sono rimasti appesi sulle mie pareti per anni. E quelli di Scott Pommier. pure! Un sacco di foto non ortodosse sul mondo dello skate, un sacco di roba normale ma fotografata in modo assolutamente fantastico. Il fatto che fosse pure Canadese mi ha sempre gasato un sacco.

Se potessi ritrarre chiunque, utilizzando la pellicola, una persona viva p morta, chi sceglieresti, quale macchina useresti e perché?

Haha, Morrissey negli anni ’80 con qualsiasi macchinetta senza flash. No, aspetta! Kerouac e Neal Cassady sulla spiaggia con una Polaroid Reporter!

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Quali macchine a pellicola hai provato?

Ho utilizzato un sacco di macchine di plastica, ma la mia preferita è la Vivitar Wide and Slim. La utilizzo un sacco d’estate perché la lente crea un contrasto pazzesco… in pieno sole dà risultati meravigliosi. Ne tengo sempre una nella mia borsa con l’attrezzatura. Ho anche una Holga pinhole che non uso da un po’… andrei fuori di testa per un dorso per polaroid per la Holga; non l’ho mai provato ma sono fantastici.

Analogico vs. Digitale. Perché la fotografia analogica/su pellicola è più speciale del digitale?

E’ sempre una questione di tangibilità. Le fotografie digitali non sono reali e io non capisco come la gente possa credere il contrario. Non puoi toccare un JPG. Avere un back-up fisico è la cosa più importante del mondo… ecco perché non uso il digitale. Per di più, portare a sviluppare una manciata di rullini è una sensazione che nessuna foto digitale ti potrà mai dare.

Foto via To Be Honest I Expected More

Un sacco di persone al giorno d’oggi si interessano di fotografia. Cosa diresti loro per ispirarli ancora di più?

Fotografate su pellicola. Su un sacco di pellicole. Fotografate un sacco di cose diverse finché non avrete trovato quello che vi piace e come volete che appaia. Fotografate qualsiasi cosa vi venga in mente e fate un sacco di foto.

Oltre a To Be Honest I Expected More, hai altri progetti online/offline? Se non ne hai, quali altre mete creative vorresti raggiungere

Ora come ora, Sonia ed io stiamo lavorando su un libro dal titolo “I Think We’re Alone Now.” Stiamo raccogliendo idee e formulando progetti da Gennaio… attraverseremo l’Europa per lavorarci su, e stiamo cercando collaboratori e aiuti per il nostro futuro. Questo è il nostro sito temporaneo, spero che nelle prossime settimane aggiungeremo nuove informazioni! Stiamo lavorando praticamente senza sosta al nuovo lavoro, e sono abbastanza esaurito!

Foto via To Be Honest I Expected More

Per ulteriori informazioni su Dimitri Karakostas visita To Be Honest I Expected More e Up tha Punx.

written by basterda on 2012-01-30 #lifestyle #photographers #skateboarding #interviews #canadian
translated by sidsel

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