Antiche rovine attraverso uno sguardo lomografico: Pompei

Quante volte, visitando un sito archeologico, avrete visto dei turisti schiacciati sotto il peso della propria attrezzatura fotografica? “Leave the digital grind behind” (come recita la prima profezia lomografica), caricati una Diana F+ sulle spalle, infila un paio di obiettivi nelle tasche e osserva quegli antichi monumenti da una prospettiva differente.

Credits: myahcat

Pompei è un sito archeologico romano famoso per la propria distruzione, causata nel 79 a.C. dall’eruzione del Vesuvio. Il sito è grande e pieno di dettagli tipici degli insediamenti romani. L’arena, un anfiteatro in cui si svolgevano gli spettacoli dei gladiatori nell’antichità, fu teatro di alcuni disordini causati da motivi sportivi nel 59 a. C., ed è circondata dai caratteristici pini marittimi tipici dell’area in cui sorge. Anche se non è l’edificio di quel genere più grande sopravvissuto dall’epoca romana, rende bene l’idea di cosa e come fossero gli spettacoli dei gladiatori che avevano luogo in città come Pompei. L’arena, dopo gli scontri sopraccitati, fu chiusa per dieci anni, e i cittadini furono privati, come punizione dei propri comportamenti estremi, del loro intrattenimento preferito.

Camminando per le vie della città si percepisce in maniera vivida il senso che la vita aveva all’epoca in quel posto, si possono immaginare le scene della vita quotidiana visitando le panetterie o i luoghi di ritrovo, figurandosi di andare a prendere l’acqua alla fontana o di visitare i vicini. La pavimentazione stradale era pensata in modo da evitare ai passanti di inzaccherarsi nei rivoli fognari, e ai crocicchi delle vie erano presenti fontane per dissetarsi. Le strade erano pavimentate con grandi lastre di pietra vulcanica.

La religione era parte essenziale della vita degli abitanti di Pompei, e la città ospita un buon numero di santuari, che si trovano spesso vicino al foro, cuore della vita politica, commerciale e religiosa. Giove, Venere e Apollo sono gli dei maggiormente rappresentati – è da vedere assolutamente la splendida statua di Apollo nel suo santuario. Anche le religioni non legate alla tradizione romana erano popolari, specialmente tra le persone che vivevano ai margini della società romana: il tempio di Iside dimostra l’interesse per i culti egizi durante il primo secolo a. C.

Ci sono più meraviglie a Pompei di quelle che posso descrivere, così vi aggiungo solo qualche consiglio per fotografare il sito. Accrescete l’alone di mistero delle rovine usando un rullino XR, che produrrà rossi effetti fantasmatici che quasi riproducono la fine della città nel momento del calore dovuto all’eruzione resa celebre da Plinio. La grande luminosità del sole italiano dona diverse nuance con il redscale, aggiungendosi all’atmosfera incantata già presente.

Credits: myahcat

Portatevi molti obiettivi, con i quali potrete ottenere bellissimi effetti. Scattate con una lente grandangolare, che è fantastica per catturare i paesaggi e le rovine insieme. O provate il Fisheye per dare un’angolatura diversa ad una statua, un mosaico o un affresco. E’ anche divertente fare doppie esposizione: scattate la prima foto con un obiettivo, cambiatelo, e scattate sullo stesso fotogramma con un altro.

Un luogo come Pompei è perfetto per scatti lomografici. E’ un posto che è stato fotografato all’infinito, per anni, dai turisti. Con degli scatti analogici del sito archeologico otterrete delle foto delle vacanze uniche.

La Diana F+ è un’evoluzione della classica macchina fotografica culto degli anni Sessanta. Famosa per le sue morbide immagini da sogno, la Diana F+ è ora prodotta con nuove caratteristiche come la possibilità di fare scatti panoramici o pinhole. E’ disponibile sull’ Online Shop.

written by myahcat on 2011-11-15 #places #arte #location #fisheye #diana-f #cultura #italia #turismo #pompei #campania #lente-grandangolo #antiche-rovine
translated by shatzy

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