Al Matrimonio Con La Diana (Lomografia e fotografia nuziale)

2

E’ possibile creare un intero reportage di nozze con la Diana F+? Si e No. La Diana non è un attrezzo del “mestiere” ma vista la spontaneità che trasmettono i suoi scatti può essere un freschissimo contorno alle ingessate pose tra parenti e amici. Insomma un poco di follia non guasta mai.

Quale è il terrore di ogni appassionato di fotografia? Che un carissimo amico giunga un giorno chiedendoti: sai mi sposo e mi serve un fotografo, non potresti…? Mannaggia, una responsabilità quasi insostenibile. Fortunatamente altri due “colleghi” hanno ricevuto la medesima richiesta cosicché il parco fotografi è salito a 3 unità più o meno ufficiali.

In realtà la cosa formidabile per me è stata potermi defilare dalla “ufficialità” per provare un intero giorno con la Diana F+ diventando il fotografo “sperimentale” i cui risultati non sono da considerarsi certi e professionali. A questo fatto ha contribuito anche la mal sopportazione del parroco ad avere tanti fotografi attorno, accreditando solo due addetti durante la cerimonia. Ho accettato volentieri questa limitazione non sentendomi mai a mio agio in un luogo di culto. Certo è che guardando i tre fotografi in fila c’era una certa sottile ironia: Nikon D300s più D80 come secondo corpo il primo, due Canon 7D e lenti serie L per il secondo e per tutti super flash di alta fascia, poi arrivo io con Diana F+, il suo flash, le gelatine e una borsa piena di rulli 120 (due Kodak Portra 160, una Tri-x 400, tre pellicole colore ISO 400 marca Lomography, tre pellicole ISO 100 bianconero sempre Lomography).

La cosa straordinaria è che, non so se per rispettosa gentilezza o per disinteresse, mi si prendeva pure sul serio io che non desideravo tale privilegio rendendo ancora più surreale la mia posizione. Nonostante ciò ho interpretato appieno la mia “non parte” cercando di fotografare tutto quello che un fotografo matrimonialista non avrebbe mai, o perlomeno difficilmente, fotografato. Per il semplice fatto che in primo luogo non amo la fotografia fatta in posa a meno che non sia stupefacentemente perfetta in termini di studio delle luci e di dettaglio, in secondo luogo non amo le facce idiote (senza offesa, mi ci metto pure io) che le persone si inventano mentre sanno di essere fotografate in occasioni “ufficiali” ed in terzo luogo, non so come mai, il mio interesse cade su tutto ciò che non è degno dell’interesse dei più.
E certamente la Diana aiuta a non fossilizzarsi sui consueti punti di vista: la sposa sofferente per la costrizione delle scarpe da cerimonia, circondata da amici e parenti che le offrono supporto, è uno scatto rubato che secondo me vale da solo tutti i rulli impressionati; neppure ho inquadrato, passavo di li ed ho scattato. Certamente non rappresenta il “canone” della foto da matrimonio: questo è stato un attimo unico, semplice, intimo ma rubato senza invadenza o malizia. Semplicemente vero!

Lo sposo nella rete o il confronto tra la sposa e la rappresentazione classica della bellezza sono sovraesposizioni ironiche e suggestive così come lo sposo esploso tra i fiori: stravaganti reinterpretazioni del reale, astrazioni della situazione.

La Diana sembra ingoi il quotidiano e te lo risputi digerito in parte, viene conservata l’idea ma stravolta la forma. Una cosa straordinaria, soprattutto se si accoppia il flash con la possa “bulb” durante le riprese in luce scarsissima: si aprono le danze, letteralmente. In modo molto facile si possono azzeccare scatti in cui il senso di movimento la fa da padrone senza però dilavare completamente la componente “soggetto” nella fotografia.

Così ho potuto aggiungere un certo numero di riprese delle “rituali” danze con la sposa. Accoppiando qualche gelatina si porta nello scatto anche una piacevole dominante cromatica (arancio, porpora, verde o qual si voglia colore compreso nel kit).

E’ giunto il momento di tirare le somme riguardo all’esperienza: la Diana F+ non è una macchina con cui si possa affrontare la fotografia da matrimonio in modo canonico, questo è chiaro ora come lo era prima di affrontare la piacevole giornata. Tuttavia non va sottovalutata la fantasiosa reinterpretazione che permette il mezzo, l’ironia che possono offrire le sovraesposizioni e la assoluta facilità con cui si affrontano situazioni fotograficamente “difficili”. In un certo senso “se” fossi un professionista e “se” la mia professione fosse scattare matrimoni (ambedue i se sono purtroppo inconsistenti) allora al di la dei canonici approcci “rigido-formal-ingessati” realizzati con lo “stampino” aggiungerei qualche scatto pazzo con la Diana. Certo non scatterei quaranta rulli ma almeno tre o quattro li impressionerei e visto che ho notato che, al di la di ogni più rosea aspettativa, un buon 50% degli scatti sono significativi mi porterei in saccoccia almeno diciotto, venti scatti pienamente utilizzabili per arricchire le grigie riprese da neo-famiglia.

Seguitemi anche sul mio blog prettamente dedicato all’analogico (ma non solo)

written by spike79 on 2011-11-08 #lifestyle #matrimonio-nuziale-dianaf-lomography-camera

2 Comments

  1. pretty_in_mad
    pretty_in_mad ·

    meravigliose :)

  2. nerdlab
    nerdlab ·

    wow!! Mi vien quasi voglia di sposarmi... no no scherzavo!!!

More Interesting Articles