Lo-Fi, Hi-Fun. Le prime esperienze lomografiche

“La Lomografia è un poco come fare un solo musicale di un pezzo mai sentito con uno strumento mai utilizzato.” Ecco i risultati del mio primo rullo con la Diana F+ a Iseo (BS). Piccole riflessioni di un nuovo, almeno per me, modo di scattare.

Un occhio della testa; mi è costato un occhio della testa lo sviluppo e la scansione del primo rullo di Kodak Portra 160 in formato 120. Dannazione è sempre più urgente la necessità di adottare uno scanner di buona qualità che possa scansionare formato Leica (35 mm) e 120. Dovrò adottare anche un decente sistema di archiviazione visto che cominciano ad essere molti i rulli sviluppati; ma questa cosa è relativamente più economica rispetto allo scanner.
Torniamo però ai risultati.

Come mi aspettavo muoversi con la Diana è una sensazione esilarante, non si passa inosservati di certo, soprattutto col flash montato. Il fatto strano è che si scatta senza sforzo, senza tensione, non è semplice da spiegare, ma mi son trovato a inquadrare soggetti che mai avrebbero attirato la mia attenzione se solo avessi avuto la M6 o la D300 con me. Sembra strano ma con la Diana ogni cosa diventa di interesse……..si fotografa dalla bancarella di strada alle vetrine, dai passanti ai panorami più ovvi solo “per vedere di nascosto l’effetto che fa”. Questa spontaneità, mutuata anche dal fatto che “ricercare” lo scatto è assolutamente poco proficuo, spinge a sperimentare. L’avevo chiamato “street shooting compulsivo” ma alla fine è diventato semplicemente “shooting compulsivo” con la totale leggerezza che la consapevolezza dell’inadeguatezza tecnica del mezzo ti da. Mai mi son chiesto: avrò scelto il diaframma giusto? Come sarà la composizione? E l’esposizione? Cose superflue quando si fa Lomografia; si scatta di impulso e non ci si aspetta nulla se non la sorpresa dopo lo sviluppo. Sorpresa che è stata veramente piacevole, al di la delle più rosee aspettative. Ovviamente ci sono stati alcuni scatti (almeno 3 su 10, si 10 perché le prime 2 pose me le sono giocate avvolgendo troppo il rullo) clamorosamente fuori da ogni canone possibile ed immaginabile. Tuttavia le altre, nonostante molte siano doppie esposizioni molto spesso assurde, hanno un discreto appeal. Certo solo in rari casi si ha una fotografia di soggetto, molto più spesso si ha la rappresentazione distorta del reale oppure ancor più spesso una astrazione fantasiosa della realtà. Ma questo è quello che si cerca nella Lomografia: piuttosto di rigore formale e interpretazione personale del reale si trova distorsione e alterazione del mondo, improvvisazione! La Lomografia è un poco come fare un solo musicale di un pezzo mai sentito con uno strumento mai utilizzato. Per questo motivo è dannatamente facile, dannatamente immediata e soprattutto dannatamente divertente. Per cui sulla scia di questa fotocamera così ironica non posso altro che confermare il mio nuovo motto: “Lo-Fi, Hi-Fun”. Se desiderate seguire il mio mondo fotografico analogico vi aspetto sul blog: http://memyselfandleica.blogspot.com/

written by spike79 on 2011-10-21 #lifestyle #neofita-diana-f-lomografia-approccio

More Interesting Articles