The Caviar Diaries – Chapter 6: Il mar caspio

In questo capitolo ci inoltreremo nel Mar Caspio. L’avventura continua…

Il giorno dopo siamo andati a pesca. Cavid è un pittore e un pescatore appassionato. Ci siamo trovati alle 7 del mattino e abbiamo guidato attraverso la regione montana del Gobustan e alla fine siamo arrivati al Mar Caspio. La prima cosa che mi ha colpito sono state le piattaforme petrolifere, ce ne sono un sacco nel Mar Caspio, e sono tutte dedicate solo alla pesca. Sono di proprietà privatae e la gente vi si reca per pescare nel weekend o durante le vacanze. Ci sono delle piccole casette sopra. Ma prima di dare un’occhiata, siamo andati al largo con un pescatore, o per essere precisi con un pescatore di frodo. Ma i pesci in genere non richiedono la licenza. E mordono come dannati. Il nostro misterioso amico, il cui nome non citeremo per gentilezza, ha tre reti tutte di circa un centinaio di metri. Utilizza una bottiglia come boa, e i pesci vengono sapientemente fatti scivolare in una scatola nascosta sotto alla barca. Il nostro amico pesca tutto, grande e grosso, chiaro e colorato, ogni tipo di pesce. In totale quel giorno ha raccolto 15 kg, che è una bella quantità! Il giro è sempre è sempre lo stesso. Prima si lanciano le reti e si lasciano lì un po’. Poi si raccolgono e si riparano, e poi si lanciano di nuovo in mare.

Prima il dovere, poi il piacere. Abbiamo avvicinato la barca ad una piattaforma dove avevamo visto delle persone. Abbiamo chiesto se potevamo salirci. Ed è stato come sempre succede ad Est. All’inizio ero scettico, ma alla fine le due coppie si sono rivelate ospiti esageratamente amichevoli. Ci hanno dato qualcosa da mangiare, un sacco di cose, qualsiasi tipo di cibo, e poco dopo ha iniziato girare la vodka. Mi sentivo bene. Mi sentivo così bene che mi sono tuffato in mare. Non potevo andare a vedere un allevamento o un’unità di produzione del caviale, ma ho nuotato con gli storioni e ho sentito quanto fosse piacevole quell’acqua in prima persona. Decisamente non tanto salata quanto il Mar Nero o l’Adriatico.

Durante la mia ultima notte a Baku Aysel mi ha invitato a cena con alcuni soci e amici. Tra loro c’era il più famoso cantante folk del Paese e un conduttore televisivo leggendario. E’ un’occasione speciale quando un così strano visitatore con un compito così assurdo appare all’improvviso a Baku. Siamo andati in un ristorante georgiano perché tra noi c’era un regista georgiano. Ed eccolo lì: il caviale nero. Il nostro generoso ospite Raphael ce ne ha servita una porzione, e noi l’abbiamo celebrato spalmando il caviale su una fetta di pane fresco. In realtà non è tanto facile aprire la confezione in vetro con il tradizionale tappo blu. Avete bisogno di una specie di apri-bottiglia e un sacco di muscoli. Devo dire che è buono, se vi piace il pesce, ma in realtà è il mito che state assaporando a rendere il caviale così speciale. Certo, “cena” non è la giusta definizione. Era un banchetto traboccante di cibo e bevande. Ho fatto del mio meglio per partecipare alla danza Azera tradizionale e sono addirittura riuscito a non coprirmi di ridicolo. Ho anche ricevuto un regalo, che questa volta non era semplicemente un brutto pesce. Era una confezione del più pregiato caviale azero, che ho portato con me per tutto il tempo per poi consegnarlo insieme ai miei rullini al Quartier Generale di Lomography a Vienna.

ps: “The Caviar Diaries” è stato scritto da Willie Schumann. Visita la sua LomoHome qui.

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written by jeanmendoza on 2011-10-18 #adventure #book #library #caviar #herr-willie #la-sardina #caviar-diaries
translated by alessiab

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