spring and by summer fall (parigi23)

E questo portico del Louvre è l'ultima foto del mio giro agostano a Parigi.
Come sono lontani quei tempi: ricordo prima l'inaspettato freddo della domenica, con la pioggia (che tante belle foto mi ha fatto fare) che poi ha lasciato spazio ad un buon clado, mai veramente fastidioso, comunque.
E io che sono sempre contento per l'arrivo dell'autunno e, poi dell'inverno, pago evidentemente dei debiti karmici poiché ho preso un simpaticissimo raffreddore. Dunque è tutto oggi che sono una pittoresca fontana di muco, che sgorga inesorabile dalle mie narici consegnando a cestini portarifiuti pallotte di fazzoletti di carta umide e paffutelle come ravioloni cotti al vapore (e d'altronde il rieno sarebbe pure salaticcio).
No vabbè, la smetto di impressionare i lettori (lettori? Perché, ti legge qualcuno? Ma smettila...) con le descrizioni delle mie secrezioni e del mio naso bello rosso e irritato.
Il lato buono della faccenda è che il mio senso del gusto è quasi azzerato e quindi le “prelibatezze” materne sono assolutamente più sopportabili del solito. Ovviamente in 'sti giorni non chiedetemi di uscire a cena perché non me la godrei per nulla.
E basta. La mia Tachipirina comunque l'ho buttata giù e quindi posso confidare nei benefici effetti del farmaco, sperando che la notte sia serena e riesca a respirare in maniera decente. E se faccio una notte di cacca, domani sto a casa. Tiè.
PS: ho finito i fazzoletti di carta. Ora sono passato allo Scottex della cucina.