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Tra le Viscere e il Mare: la miniera di Porto Flavia

In Sardegna non c'è solo mare e (un po' di) montagna. Di recente, numerosi siti minerari ormai dismessi sono stati convertiti alla cultura ed al turismo, diventando dei veri e propri musei dentro le viscere della terra. Dentro la miniera di Porto Flavia, in una delle coste più suggestive della Sardegna, io ci sono andato con la mia fidata Spotmatic e la Petri 7s, più un Fuji Velvia tutto da crossprocessare!

Foto di dott_nero

L’ingresso è un piccolo tunnel che buca la montagna in discesa sul mare.
Ci si arriva dopo una tragitto panoramico lungo la Costa Verde (si tratta della costa sud-occidentale della Sardegna) ed una discesa tortuosa verso il paesino di Masua.

La ricchezza mineraria della zona di Masua era conosciuta fin dal 1600. Tuttavia, fino ai primi decenni del 1900 si trattava di una miniera “tradizionale”, dove la cernita veniva fatta a mano ed il trasporto verso il porto più vicino (Buggerru) avveniva con piccole barche a vela che facevano faticosi, innumerevoli e lentissimi piccoli trasporti di materiale.

La rivoluzione avvenne per mente ed opera dell’Ing. Vecelli che, durante lo sfruttamento da parte di una società mineraria belga, inventò un’ardito sistema di scavo e trasporto automatico direttamente sul costone della montagna, e quindi direttamente alle navi che vi potevano attraccare. Fu un enorme risparmio sulle spese, e la concorrenza venne sbaragliata.

Porto Flavia prese il nome dalla primogenita del progettista Ing. Vecelli e fu realizzata nel 1924 scavando nella montagna calcarea due gallerie sovrapposte intervallate da 9 silos.
Ai lati delle due grandi gallerie, si scavava e si faceva scivolare il materiale direttamente nei tunnel sottostanti, destinati a riempire i vagoncini che giungevano fino al mare.

La vista che si gode dallo sbocco in mare è mozzafiato. Si vede vicinissimo l’isolotto di Pan di Zucchero.
E pensare quanta fatica facevano i poveri operai, pur davanti ad uno spettacolo così.

I minatori che venivano inviati a lavorare sul Pan di Zucchero rischiavano spesso di restare bloccati sull’isolotto per le avverse condizioni meteo, fino al miglioramento; si racconta di minatori partiti per la mezza giornata e rimasti bloccati con pochi viveri per una settimana.

Tutt’intorno piccole insenature, davanti al mare della Costa Verde che – peraltro – è uno dei più affascinanti, misteriosi e purtroppo pericolosi dell’Isola.

Fate una visita e guardate con i vostri occhi!

written by dott_nero

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