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Arte e Cultura: Il Mio Paese è una Galleria d'Arte!

Il paese dove sono nato, e dove vivo, non è un paese qualsiasi. Da sempre, ricordo che viene chiamato "Paese Museo", ed è proprio vero, è così: è sempre stato pieno di vita, di colore, di forme e poesia. Allora un giorno ho preso la mia Smena 8M e ho deciso di presentarvene un reportage. Seguitemi e vedrete!

Certo, io ci sono un po’ abituato. Dev’essere per questo che ho scritto articoli su tanti altri bei posti della Sardegna, e ho invece trascurato il mio paese natìo! Per farmi perdonare da lui, e per farvelo conoscere, ho preso la mia Smena 8M, l’ho caricata con un Fuji Provia 400 e sono andato in giro per le strade a scattare.

Foto di dott_nero

In realtà il paese di San Sperate, vicino a Cagliari, ha fatto nascere tanti artisti di ogni genere, e altrettanti ne ha attirati nel corso degli anni. Il grande fotografo Pablo Volta, morto purtroppo pochi mesi orsono, ci si era trasferito fin dal 1987.
Dagli anni ‘70 in poi Dario Fo, gli attori Arnoldo Foà, Raf Vallone, Gian Maria Volontè, l’allora sconosciuto Roberto Benigni, Eugenio Barba con l’Odin Teatret; Francesco Guccini con la sua chitarra, i jazzisti Paolo Fresu, Sun Ra e Cecil Thaylor come anche il grande Don Cherry, e l’estate scorsa il meraviglioso Billy Cobham, hanno tutti scelto San Sperate come tappa – più o meno lunga – per la loro vita o per la loro carriera.

Perché? E’ solo un piccolo paese!
Perché è un paese inondato di colore, di poesia, di forme e di fantasia: tutto questo si respira nelle strade, che nel centro storico non sono più color asfalto ma sono verdi, blu, gialle, e che sono diventate ormai delle lunghe gallerie per le opere d’arte dipinte sui muri, o che “escono” dai muri, o che spuntano dai marciapiedi e dalle isole pedonali.

Ma com’è accaduto tutto ciò? Nel ‘68, la protesta giovanile ispira l’importante artista Pinuccio Sciola, nato a San Sperate dove ancora vive, ed altri artisti – accademici o meno, autoctoni o meno – ed il fenomeno dei murales diventa caratteristico delle strade del paese. Da questi grandi dipinti su parete, che in Messico erano già un vero e proprio movimento artistico, fu semplice col tempo passare a forme d’arte più varia, più “pura”, astratta o materica.

Anche il trompe-l’oeil è uno stile molto diffuso per le strade di San Sperate, ed è la cifra stilistica di Angelo Pilloni, un altro artista “storico” che vi è nato e tuttora ci vive.

Foto di dott_nero

Insomma, nel 2012 San Sperate è un ampio museo a cielo aperto, dove artisti provenienti da tutto il mondo hanno lasciato i loro colori e la loro impronta creatrice: ed è un pot-pourri di poetiche diverse e sempre varie, ricche di simboli, di curiosità e delle storie sempre diverse di cui i muri del paese sono diventati testimoni.
Ci sono forme geometriche, gatti stilizzati, ciclisti metallici, cowboys e pellerossa appesi alle pareti, gigantesche bottiglie di ferro, maschere, menhir, ed altri miliardi di cose che ora non mi vengono in mente, che spesso bisogna cercare con attenzione, ma che dovete assolutamente vedere!

Grazie alla Smena 8M, queste strade già così magiche hanno assunto un colore fatato, di sogno… a volte anche un po’ inquietante. Ma va bene così, lomografia è anche questo!

Vi aspetto tutti a San Sperate, da bere offro io!

written by dott_nero

1 comment

  1. smara

    smara

    Bellissimo! Ci sono stata!!!

    almost 2 years ago · report as spam

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